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IL CASO

E-commerce, l’Antitrust sospende 252 siti: vendevano merce falsa

A motivare il provvedimento cautelare le “pratiche commerciali scorrette e ingannevoli” messe in campo da nove operatori online, tutti all’estero. A spiccare le denunce erano stati Adoc e l’Istituto centromarca per la lotta alla contraffazione

06 Giu 2016

A.S.

Pratiche commerciali scorrette e ingannevoli”. Con questa motivazione l’autorità Antitrust ha disposto in via cautelare, con nove provvedimenti contro altrettanti operatori online, la sospensione entro due giorni di “ogni attività diretta a diffondere i contenuti” di 252 siti Internet, tutti collocati all’estero.

Sulla base di diverse segnalazioni, si legge ni una nota dell’Authority, in particolare quelle ricevute dall’associazione Adoc e da Indicam (Istituto Centromarca per la lotta alla contraffazione), l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accertato che questi siti forniscono “informazioni non rispondenti al vero in merito alla natura, alle caratteristiche dei prodotti e all’utilizzo di diversi marchi”. Sarebbero state omesse, inoltre, “informazioni rilevanti sull’identità e l’indirizzo geografico” dei rispettivi operatori.

Sui 252 siti di cui è stata disposta la sospensione, venivano venduti prodotti di varia natura come occhiali da sole di note marche commerciali, considerati anche pericolosi perché alcune loro caratteristiche – dalla protezione dei raggi UV alla qualità delle lenti – non corrisponderebbero a quelle indicate. Oppure scarpe da passeggio e da ginnastica che su numerosi campioni sequestrati rivelavano la presenza di cromo esavalente, una sostanza altamente tossica o di un’altra denominata Dmf, una preparazione anti-muffa presente per lo più nei sacchetti inseriti nelle scatole delle calzature.

Per l’esecuzione dei provvedimenti, l’Agcm potrà avvalersi della collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. In caso di inottemperanza, verrà applicata la sanzione amministrativa pecuniaria (da 10mila a 5 milioni di euro) ed eventualmente, nei casi di reiterata inottemperanza, l’attività d’impresa sarà sospesa per un periodo non superiore ai 30 giorni.

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