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LA PROROGA

E-fattura, più tempo per aderire al servizio di consultazione

L’Agenzia delle Entrate decide una nuova deadline per operatori Iva, intermediari e consumatori finali che vogliono accedere ai documenti online. Scadenza posticipata al 29 febbraio 2020

18 Dic 2019

D. A.

Nuova proroga per aderire al servizio di consultazione delle e-fatture, disponibile sul portale Fatture e corrispettivi. Gli operatori Iva o i loro intermediari delegati e i consumatori finali, infatti, potranno aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche per altri due mesi. Il nuovo termine è stabilito da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che amplia la finestra temporale precedentemente prevista (1 luglio-20 dicembre 2019).

Termine più ampio per scegliere il servizio dell’Agenzia

Per completare gli interventi tecnici necessari al recepimento delle modifiche introdotte dal collegato fiscale alla Legge di bilancio 2020 (Dl n. 124/2019) e per consentire inoltre ai contribuenti di avere più tempo per aderire al servizio, il provvedimento siglato ieri porta al 29 febbraio 2020 il termine ultimo per effettuare la scelta. Gli operatori Iva, come detto, possono comunicare l’adesione anche tramite un intermediario appositamente delegato al servizio di consultazione.

Lo stato dell’arte del servizio

A luglio 2019, a sei mesi dall’esordio del nuovo sistema il servizio aveva superato il miliardo di file trasmessi per un valore di 1.689 miliardi di euro, tra imponibile e imposta, tramite il Sistema di interscambio dell’Agenzia, da parte di 3,3 milioni di operatori in tutta Italia. A guidare la classifica delle grandi città è Milano, con oltre 257 milioni di e-fatture trasmesse al 2 luglio da quasi 215 mila operatori. Segue Roma, che ha fatto registrare quasi 196 milioni di file inviati da circa 221 mila cedenti.

Sul fronte dei servizi creati dall’Agenzia per agevolare gli operatori, nei primi sei mesi, sono state rilasciate circa 8 milioni di deleghe per i servizi del sistema Fatture e corrispettivi, di cui 2,5 milioni tramite gli uffici delle Entrate e 5,5 milioni attraverso le altre modalità (modalità massiva, diretta e puntuale). Sfiorano quota 3,8 milioni, infine, le richieste di generazione del Qr code da mostrare al fornitore tramite smartphone, tablet o su carta, per consentirgli di acquisire in automatico i dati del cliente.

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