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MERCATI

E’ l’ora dei “rugged-phones”, gli smartphone che non si rompono

Ccs Insight rivela un’imnpennata della domanda (+25%) per i telefonini ultra-resistenti a fronte di una crescita al ralenti del mercato globale (+4%). I consumatori a caccia di dispositivi più durevoli

29 Ago 2017

Mila Fiordalisi

C’è una tipologia di smartphone che a dispetto di un andamento poco ”felice” del mercato sta registrando performance in controtendenza: è quello dei cosiddetti “rugged-smartphones”, i telefonini ultra-resistenti. A certificare la crescita di questa “nicchia” di dispositivi è la società di ricerche Ccs Insight secondo cui il mercato in questione registrerà un’impennata del 25% solo nel 2017 per un totale di 22,2 milioni di dispositivi fino a raggiungere la soglia dei 55 milioni al 2021.

Un’impennata dovuta non solo ad una crescita della domanda da parte di aziende e lavoratori – questa tipologia di smartphone è ad esempio molto utilizzata nelle attività di logistica e magazzino – ma anche dell’utenza consumer. Così mentre il mercato globale degli smartphone registra una crescita di appena il 4%, decisamente al ralenti rispetto ai numeri degli anni scorsi – i consumatori sono meno propensi a sostituire i dispositivi anche a causa della mancanza di modelli innovativi – quello della nicchia “rugged” avanza in controtendenza. A fare la differenza oltre alla maggiore resistenza in caso di urti e cadute anche funzionalità evolute come ad esempio la presenza di camere termiche e scanner per codici a barre che trasformano gli smartphone in concorrenti più che all’altezza rispetto ai tradizionali “lettori” e rilevatori.

Fra i modelli che stanno registrando le migliori performance ci sono il Cat Phone, prodotto dal britannico Bullitt Group, il Galaxy Active di Samsung ed i modelli Xcover nonché alcune dispositivi della nipponica Kyocera. In campo anche brand quali Evolveo e RugGear. I dispositivi della categoria ultra-resistenti vedono in pole position Sonim, Motorola Solutions e Bartec Pixavi. Se è vero che la nicchia, in termini numerici, ha un peso relativo se comparato con un mercato complessivo, quello degli smartphone, destinato a raggiungere quest’anno 1,6 miliardi di device, l’istituto di ricerche evidenzia che sono sempre di più i lavoratori impegnati in attività manuali che scelgono i rugged-phone come device primari, anche a seguito dell’evoluzione di questa tipologia di dispositivi in termini di design e sottigliezza. “la durabilità di questa tipologia di telefoni li rende molto più attrattivi anche per gli utenti consumer che devono vedersela con telefoni fragili e delicati”, commenta il capo della ricerca di Ccs Insight, Ben Wood. “E si sta registrando anche una differenziazione nelle funzionalità nel mercato dei dispositivi”.