eBay: "Il futuro dell'e-commerce è transfrontaliero" - CorCom

STUDIO DELOITTE

eBay: “Il futuro dell’e-commerce è transfrontaliero”

Lo studio realizzato da Deloitte nel 2013 il 15% dei consumatori europei ha acquistato online dei prodotti provenienti da una Paese straniero. “Trend destinato a crescere. Le aziende scommettano sull’omnicanalità”

17 Feb 2014

Jessica Marzella

Complice la crisi che induce a risparmiare sempre di più e la contrazione del tempo a disposizione per le passeggiate tra le vetrine dello shopping, sono sempre di più i consumatori che si dedicano allo shopping online. Il merito, ovviamente, è anche della possibilità di trovare tariffe per internet adsl vantaggiose in modo molto più semplice e veloce rispetto al passato.

Gli operatori di telefonia hanno infatti iniziato a mettere la connessione ad internet al centro delle loro offerte, cogliendo il desiderio degli italiani di essere sempre connessi. Operatori come Fastweb e Telecom Italia, poi, stanno portando la connessione a fibra ottica nelle città italiane: in questo modo famiglie e imprese sono sempre più agevolati nella connessione alla Rete.

Tutto ciò va ovviamente a vantaggio di tutte quelle imprese che operano sul web, vendendo i loro prodotti e facendo dell’omnicanalità il loro punto di forza. Le aziende che uniscono infatti l’e-commerce allo store tradizionale sono sempre più numerose.

Proprio su queste tematica eBay, azienda leader nel settore dello shopping online, ha commissionato uno studio a Deloitte. La ricerca, “The Omnichannel Opportunity: A Report for eBay”, ha coinvolto 21 tra le aziende di e-commerce più importanti d’Europa e ha messo in luce come la futuro dello shopping online sia nella sua capacità di oltrepassare le barriere nazionali.

Secondo Deloitte, infatti, il 15% dei consumatori residenti nell’Unione europea nel 2013 ha acquistato online dei prodotti provenienti da una Paese straniero e si tratta di un trend destinato a crescere. Insomma, il commercio transfrontaliero è un fenomeno inarrestabile.

Lo studio di Deloitte è basato su tre metodi di ricerca: innanzitutto è stato applicato un modello econometrico per valutare l’impatto delle vendite degli imprenditori che hanno già adottato un approccio omnicanale. Successivamente si sono svolte delle indagini di mercato in alcuni mercati europei selezionati e infine sono stati intervistati i più importanti venditori europei.

Per quanto riguarda l’Italia, ad oggi solo il 4% del commercio transfrontaliero arriva dall’Italia, ma questo fattore può essere intrepretato positivamente se letto in termini di non saturazione del mercato. Se poi pensiamo che l’e-commerce ha un ritmo di crescita del 18% l’anno e il mobile commerce è addirittura cresciuto del 255% tra il 2012 e il 2013, le aspettative non possono che essere positive.

Attualmente i mercati più forti nel settore transfrontaliero sono la Germania, con il 27% delle vendite, il Regno Unito (24%) e la Francia (14%). Inghilterra e Germania, in particolare, hanno generato un ricavo di ben 8 miliardi dal commercio transfrontaliero. Secondo Deloitte, poi, grazie al commercio omnicanale, la Germania lo scorso anno ha generato un guadagno di 7 miliardi di euro, e l’Inghilterra è arrivata addirittura a 9 miliardi.

In Italia, le vendite tramite e-commerce e il mobile commerce rappresentano il 2,6% del totale, pari a un volume di 11 miliardi di euro. Se però consideriamo gli acquisti registrati nei negozi tradizionali ma conclusi online, il volume delle vendite arriva a circa 35 miliardi di euro. Se consideriamo che in Francia questo ultimo aspetto genera un volume di 57 miliardi di euro, sono evidenti le potenzialità del nostro mercato.

L’omnicanalità è sicuramente un punto di forza in questo momento di crisi e costituisce un’importante possibilità per le imprese: basti pensare che in Germania e Gran Bretagna il 25% delle vendite ha riguardato prodotti irreperibili nei negozi tradizionali.

In Italia, i settori maggiormente trainati dall’e-commerce sono la Moda e il settore Casa e Arredamento, che generano rispettivamente un volume di 1,5 e 0,6 miliardi di euro. Sono molto numerose, inoltre, le aziende straniere che hanno incrementato le proprie vendite in Italia grazie ad eBay: secondo Deloitte, il fatto di trovarsi su eBay può aumentare le vendite di almeno l’1,2%.

“Oggi i venditori operano attraverso negozi tradizionali, canale eCommerce diretto e partnership strategiche con le piattaforme di vendita online, accessibili anche dal mobile”, commenta Lamberto Siega, Head of Sellers and Innovation per eBay in Francia, Italia e Spagna. “La ricerca realizzata da Deloitte mostra come la presenza sul marketplace eBay possa aiutare i venditori a rafforzare la conoscenza del proprio brand. Grazie alla tecnologia e ai servizi eBay Inc., e al nuovo approccio improntato all’omnicanalità, i venditori possono migliorare notevolmente il proprio business nel mercato cross-border, raggiungendo mercati prima irraggiungibili”.

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