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ECCELLENZE IN DIGITALE

Eccellenze made in Italy, si moltiplicano le borse per giovani “digitalizzatori”

Passano da 20 a 104 i fondi a disposizione di laureandi e neo-laureati da inserire in 52 Camere di Commercio in tutta Italia: contribuiranno alla digitalizzazione delle aziende. Carlo Calenda, viceministro Sviluppo economico: “Così porteremo altre 20mila imprese a fare export”

28 Apr 2014

Luciana Maci

Nel percorso della digitalizzazione delle aziende italiane c’è ora una opportunità in più offerta da Google e Unioncamere: l’assegnazione di 104 borse di studio del valore di 6mila euro ciascuna a giovani che per 6 mesi opereranno all’interno di 52 Camere di Commercio con il compito di affiancare le Pmi nella strada verso il digitale.

L’iniziativa, che è parte del progetto di Google e Unioncamere “Made in Italy: Eccellenze in Digitale”, ha il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e si inserisce all’interno della campagna e-Skills for jobs della Commissione Europea. Il progetto prevede la formazione di laureandi o neolaureati in grado di favorire la digitalizzazione delle pmi di oltre 50 aree in cui sono stati individuati prodotti di eccellenza del Made in Italy.

L’aspirante formatore, che può candidarsi fino al 28 maggio su www.eccellenzeindigitale.it/form-borsisti (il bando completo è disponibile su www.unimercatorum.it) dovrà dimostrare, attraverso una prova scritta e un colloquio, di avere competenze di economia, marketing e management, competenze digitali orientate al web marketing, conoscenza dei processi di internazionalizzazione e padronanza almeno della lingua inglese.

La selezione delle richieste sarà svolta da Unioncamere, che poi organizzerà la prova scritta e i colloqui. Per i 104 prescelti seguirà un periodo di formazione realizzato da Google e Unioncamere insieme all’Ice. Al termine, si ipotizza dopo l’estate, i giovani affiancheranno le imprese del territorio, facendo base nelle diverse Camere di Commercio. Già nel bando i candidati dovranno indicare qual è il territorio nel quale intendono operare, anche perché, sottolineano a Google, una componente importante della loro attività sarà la conoscenza del tessuto imprenditoriale locale.

In pratica cosa sarà richiesto ai giovani formatori digitali? Mappare la situazione dell’imprenditoria locale, far conoscere alle imprese le opportunità a loro disposizione, ma anche aiutarle a costruire un portale, o avvicinarsi a Internet se partono da zero, o a incrementare la loro presenza sulla Rete se già hanno esperienza di e-commerce.

Le borse di studio messe a disposizione oggi sono la prosecuzione di un progetto pilota, chiamato Distretti sul Web e sviluppato nel 2013 sempre da Google e Unioncamere, che ha coinvolto 20 giovani digitalizzatori e ha permesso di raggiungere importanti obiettivi: 8.500 le imprese contattate in 6 mesi, 2.400 quelle direttamente coinvolte in seminari, workshop, attività “door-to-door”, il 20% delle quali assistite dai 20 giovani nei percorsi di digitalizzazione con servizi personalizzati. Significativi anche i risultati ottenuti dalle aziende che hanno preso parte al progetto. Alcune delle storie sono disponibili su www.eccellenzeindigitale.it.

Non è tutto: dei 20 giovani selezionati, 12 hanno già trovato un posto di lavoro adeguato al proprio profilo e, in alcuni casi, di respiro internazionale, oppure hanno scelto di dar vita a una start up innovativa. Mentre gli altri otto giovani stanno vagliando delle opportunità all’interno dei distretti in cui hanno operato, o progettando di avviare delle attività nell’ambito del web-marketing.

“Dopo l’esperienza pilota realizzata nel 2013, decolla oggi una nuova e più articolata iniziativa che coinvolgerà i territori a maggior presenza di produzioni di punta del nostro made in Italy – ha dichiarato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere. – Già il progetto Distretti sul web dello scorso anno ci ha rivelato che quando si mette in moto la creatività, la voglia di fare innovazione e la capacità di rimboccarsi le maniche si possono dare risposte concrete sia ai nostri ragazzi, sia alle nostre imprese, tante delle quali hanno una vera e propria ‘sete’ di strumenti che siano in grado di renderle più competitive. E’ tempo di lanciare il cuore oltre la crisi, immaginando – è questo l’obiettivo concreto che ci poniamo – di portare sul web tutte le eccellenze che fanno grande ed unico il made in Italy”.

“Siamo convinti che il digitale possa giocare un ruolo fondamentale nella crescita economica del nostro Paese – ha dichiarato Fabio Vaccarono, Country Managing Director di Google in Italia – promuovendo, tra le altre cose, le eccellenze dall’artigianato e dall’agroalimentare Made in Italy sui mercati internazionali. Le cento borse di studio annunciate oggi rappresentano un importante tassello di questo progetto che, grazie alle competenze dei giovani digitalizzatori, aiuterà le piccole e medie imprese italiane a essere più competitive cogliendo le opportunità offerte dal web. Il progetto pilota sviluppato lo scorso anno ha dimostrato che le aziende che si aprono al digitale riescono a far cresce il proprio business e a far conoscere l’eccellenza italiana nel mondo. Google è un alleato fondamentale delle imprese del Made in Italy per vincere nell’economia digitale”.

“L’iniziativa è eccezionalmente coerente con gli obiettivi che ci siamo dati e gli strumenti che abbiamo messo in campo per aumentare il grado di internazionalizzazione del nostro sistema imprenditoriale. – ha dichiarato Carlo Calenda, viceministro dello Sviluppo economico – Vogliamo aumentare di oltre 20mila unità il numero delle pmi stabilmente esportatrici e agire su competenze digitali e potenzialità del canale e-commerce: significa aggredire una delle aree in cui le nostre imprese si mostrano in ritardo rispetto ai concorrenti internazionali. Scontiamo un gap dimensionale: aggiornare le conoscenze delle piccole imprese è proprio quello che stiamo facendo con il roadshow promosso dal Ministero (a cui partecipa attivamente lo stesso sistema delle Camere di Commercio), per rendere consapevoli le pmi che i mercati offrono enormi possibilità di crescita e che le aziende possono contare su strumenti di supporto pubblico ai processi di internazionalizzazione”.

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