LO STUDIO

E-commerce, Istat: un italiano su due acquista online

I dati del report “Cittadini e Ict”: recuperato il distacco dalla media Ue. L’83% delle famiglie ha un accesso a internet, ma si scende sotto al 50% se di considerano i nuclei composti da anziani. In testa alla classifica Trentino-Alto Adige e Lombardia, maglia nera alla Calabria

Pubblicato il 17 Mar 2023

A. S.

Istat

Il periodo della pandemia da Covid-19 è servizio all’Italia per recuperare quasi completamente il gap digitale che la caratterizzava rispetto alla media europea degli accessi a Internet: nel 2022 infatti il tasso di diffusione di Internet tra le famiglie residenti in Italia con almeno un componente di 16-74 anni è del 91,4%, ormai in linea con la media EU27 che si attesta al 92,5%. E’ quanto emerge dal report Istat Cittadini e Ict”, da cui emerge che quasi una persona su due tra gli over 14 ha fatto acquisti online, con un picco del +6,5% tra il 2020 e il 2021 e un leggero calo nel 2022, con un -2,1%. Quanto poi alle persone di 6 anni e più che ha navigato in rete nei 3 mesi precedenti l’intervista, l’accelerazione maggiore si è registrata tra il 2020 e il 2021 (+4,4%), mentre nell’ultimo anno l’incremento si è fermato al 2,6%.

Il tasso di diffusione di Internet

Se si allarga il campione alle famiglie residenti in Italia senza limiti di età la percentuale di quelle che hanno accesso a Internet cala all’83,1%, mentre le criticità più grandi si registrano nei nuclei composti da soli anziani: in questo caso a disporre di un accesso al web è soltanto il 49,8% del totale, contro il 98,8% di quelle in cui è presente almeno un minore e del 93,4% di quelle senza minori ma i cui componenti non siano soltanto anziani.

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Le differenze territoriali

Il Nord Italia si conferma l’area del Paese dove Internet è più utilizzato, anche se negli ultimi anni, secondo le rilevazioni di Istat, la forbice si è ristretta: In Trentino-Alto Adige, primo in questa classifica, è connesso l’88,9% delle famiglie. A seguire la Lombardia con l’86,1%. In fondo al ranking Puglia (78,2%), Basilicata (77,5%) e Calabria (73,6%).

I motivi del digital divide

Se si analizzano le cause della mancata disponibilità della connessione al web, tra le famiglie che non dispongono dell’accesso la motivazione prevalente (59,9%) è il non avere le competenze per utilizzarlo, mentre il 21,5% di questa fetta di campione non considera Internet uno strumento utile e interessante. L’11,9% inoltre dice di non potersi permettereil costo del servizio o degli strumenti necessari a utilizzarlo. Infine il 7,9% non ha una connessione a casa perché almeno un componente della famiglia accede a Internet da un altro luogo.

La situazione per fasce di età

La ricerca di Istat evidenzia che nel 2022 il 77,5% della popolazione di 6 anni e più ha usato Internet nei tre mesi precedenti l’intervista, mentre il 65,1% si connette giornalmente. Oltre il 90% delle persone tra 11 e 54 anni si è connessa alla rete negli ultimi tre mesi, scende invece al 57,2% tra le persone di 65-74 anni e arriva al 20,9% tra le persone di 75 anni e più. Se si considerano le fasce di età l’incremento maggiore dell’utilizzo di Internet si registra per le persone tra i 60 e i 64 anni, con un +6,6% nel 2022

Avanza l’e-commerce

Nel 2022 il 48,2% della popolazione over 14 ha usato Internet nei 12 mesi precedenti l’intervista per fare acquisti online. Il 32,3% ha ordinato o comprato merci o servizi nei tre mesi precedenti l’intervista, il 10,6% nel corso dell’anno e il 5,3% più di un anno fa. Più propensi a comprare online gli uomini con il 52,4% contro il 44,4% delle donne. Si fa shopping sul web maggiormente al Nord (52,8%), mentre il Sud resta fermo al 40,3%. A fare più acquisti sono in generale i ragazzi tra i 20 e i 24 anni (75,7%). In generale il commercio elettronico ha registrato nel tra il 2020 e il 2021 un +6,5%, mentre le percentuali sono calate nel 2022 a causa prevalentemente della fine delle restrizioni causate dalla pandemia, come testimonia il fatto che andamenti analoghi si sono registrati anche in altri paesi dell’area Ue come Danimarca, Germania, Olanda e Francia.

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