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L'OPERAZIONE

Alibaba rilancia sull’Ipo, in vista lo sbarco alla Borsa di Hong Kong

Si tratta della seconda quotazione dopo quella di New York del 2014. Il colosso cinese dell’e-commerce punta a raccogliere 20 miliardi di dollari

28 Mag 2019

Antonio Dini

Il piano della seconda quotazione, dopo quella avvenuta nel 2014 alla Borsa di New York, è ancora segreto, ma fonti bene informate hanno detto all’agenzia Bloomberg che Alibaba, il colosso dell’e-commerce cinese, intende quotarsi nella seconda metà dell’anno anche allo stock exchange di Hong Kong.

L’obiettivo del colosso cinese è raccogliere almeno 20 miliardi di dollari tramite una quotazione che possa pareggiare e poi sorpassare quella del 2014 a New York, che ha fruttato a suo tempo 25 miliardi. E, oltre a far cassa per finanziare nuove attività, la seconda quotazione alle porte della Cina comunista serve anche a riportare del valore dell’azienda vicino a Pechino.

Il gigante dell’e-commerce starebbe lavorando con numerosi consulenti finanziari all’offerta sul mercato della città cinese. Alibaba punta a presentare una domanda di quotazione a Hong Kong in modo riservato già nella seconda metà del 2019, hanno detto le fonti di Bloomberg. Una seconda quotazione servirà a diversificare i canali di finanziamento e aumentare la liquidità dell’azienda, hanno spiegato le fonti di Bloomberg. I piani sono ancora nella fase preliminare di definizione e potrebbero cambiare, ma la strategia dovrebbe comunque essere quella.

Alibaba aveva già raccolto 25 miliardi di dollari piazzando le sue azioni sulla piazza di New York nel 2014, nella più grande vendita di azioni al mondo sino a quel momento, dopo aver lottato per convincere i regolatori di Hong Kong ad approvare la sua proposta di governance. Adesso la Borsa della città ha finalmente dato il via libera alle azioni di tipo dual-share lo scorso anno, garantendo al gigante della distribuzione alimentare Meituan Dianping e al produttore di smartphone Xiaomi la facoltà di emettere azioni con diversi diritti di voto.

La strategia di Alibaba arriva quando le aziende cinesi si trovano ad affrontare una presidenza degli Stati Uniti sempre più ostile, che ha inserito diverse società tecnologiche cinesi in una lista nera. Quest’anno, il gigante cinese di giochi-streaming, Douyu, ha posticipato la sua Ipo in seguito al crollo del mercato durante la guerra commerciale in corso.

Le azioni di Alibaba quotate a New York sono crollate del 22% dall’anno scorso. L’azienda ha una capitalizzazione di mercato di 400 miliardi di dollari, calcolata alla chiusura di venerdì scorso (ieri negli Usa la Borsa era chiusa perché era festa).

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