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LAVORO

Amazon sfida i competitor sul salario minimo

Jeff Bezos si appella alle aziende concorrenti: “Pagate ai vostri dipendenti lo stesso salario minimo di 15 dollari che noi paghiamo ai nostri”. Negli Usa, dove il tasso di disoccupazione è molto basso, è inziata la corsa ad accaparrarsi i lavoratori più esperti nel settore logistica e spedizioni

12 Apr 2019

Antonio Dini

Una sfida ai concorrenti, un attacco frontale e mediatico in puro stile Jeff Bezos, che dopo aver reagito con altrettanta franchezza e durezza al tentativo di ricatto da parte della stampa scandalistica per le sue foto private con l’amante – che gli sono costate il matrimonio ventennale con la moglie MacKenzie – adesso dimostra di non aver perso né la grinta né la voglia di conquistare altre fette di mercato con la sua creatura Amazon.

Il campo di sfida è il salario minimo dei dipendenti, quella soglia che negli Usa è alquanto aleatoria e discutibile, almeno rispetto alle normative contrattuali di categoria caratteristiche della Vecchia Europa. Invece negli Usa è una soglia che evita il livello di puro sfruttamento, per chi fa i lavori manuali più umili nei magazzini di Amazon come in quelli della concorrenza.
La soglia sono i 15 dollari all’ora che Bezos paga ai suoi, pari a 13,25 euro. Una soglia importante perché più alta della media dei salari minimi presenti negli Usa, inclusi i benefici accessori.

Nella sua annuale lettera agli azionisti, che molti considerano una delle migliori in questo genere letterario per le aziende, cioè quelle missive che i grandi e i meno grandi imprenditori e Ceo americani scrivono agli azionisti, Jeff Bezos argomenta: “Oggi io sfido i nostri principali concorrenti nel settore retail (voi sapete chi siete!) a offrire ai vostri dipendenti gli stessi benefici e lo stesso salario minimo di 15 dollari che noi paghiamo ai nostri. Fatelo! Anzi, meglio ancora: pagateli 16 dollari all’ora e tirateci indietro il nostro guanto di sfida».

È da novembre che Amazon ha alzato il salario minimo orario a 15 dollari, rispondendo a una lunga serie di critiche per i bassi salari e le cattive condizioni di lavoro offerte dall’azienda. La mossa di Bezos arriva in un momento molto particolare: la disoccupazione negli Usa è al suo minimo storico, sono due decenni che non è mai stata così bassa. Oggi si ripete una situazione che non si vedeva da tempo: la concorrenza tra grandi catene e spedizionieri per accaparrarsi la forza lavoro specializzata in pacchetti e logistica durante le maratone dello shopping che vengono durante le feste comandate.
Bezos ha scritto nella sua lettera che l’aumento degli stipendi ha beneficiato gli oltre 250mila dipendenti di Amazon e gli oltre 100mila impiegati stagionali che hanno lavorato durante le ultime festività natalizie nei siti di Amazon negli Stati Uniti. Le vendite di terze parti di Amazon nel 2018 hanno rappresentato il 58% delle vendite totali, rispetto al 56% del 2017, ha anche scritto Bezos.

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