IL CASO

Amazon taglia i costi e chiude lo store online Fabric.com

Addio allo storico negozio che vendeva tessuti per affrontare le difficoltà economiche. Intanto in Gran Bretagna è in arrivo una causa collettiva per danni fino a 1 miliardo di dollari con l’accusa di abuso di posizione dominante

21 Ott 2022

Veronica Balocco

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E’ drastica l’ultima mossa di Amazon per tagliare i costi: chiude i battenti la filiale che vende tessuti da quasi 30 anni, Fabric.com.  In una nota pubblicata sul suo sito web, la stessa azienda ha affermato che non venderà più prodotti e ha indirizzato i clienti a fare acquisti sulla piattaforma del gigante dell’e-commerce.

La notizia arriva in un momento in cui la creatura di Jeff Bezos naviga in acque particolarmente turbolente: in Gran Bretagna, Amazon starebbe infatti per affrontare un’azione legale per danni fino a 900 milioni di sterline (1 miliardo di dollari) con l’accusa di presunto abuso di posizione dominante. La causa dovrebbe essere depositata al Competition Appeal Tribunal (Cat) di Londra entro la fine di questo mese e dovrà essere certificata dal tribunale prima di poter procedere.

Addio a Fabric.com, era nel gruppo dal 2008

“Come parte della nostra regolare pianificazione aziendale, valutiamo continuamente i progressi e il potenziale delle nostre offerte e abbiamo deciso di chiudere Fabric.com“. Così la portavoce di Amazon Betsy Harden ha annunciato il provvedimento ai danni della filiale dedicata alla vendita online di tessuti. Non è chiaro quanti dipendenti saranno interessati dalla chiusura. Harden ha aggiunto che Amazon lavorerà con il personale per aiutarli a “identificare altre opportunità” in azienda, compresi i magazzini vicini. I dipendenti che non rimangono con Amazon saranno licenziati.

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Fabric.com, con sede in Georgia, è stata fondata nel 1993 con il nome di Phoenix Textiles Group. Ha operato come distributore all’ingrosso di tessuti per abbigliamento per diversi anni prima di lanciare il proprio sito web e iniziare a vendere articoli direttamente ai consumatori. Amazon ha acquisito l’azienda nel 2008. All’epoca, ha affermato che avrebbe aiutato il sito di tessuti ad ampliare la sua selezione di articoli, ampliando così  l’offerta ai clienti Amazon in ambito cucito e artigianato.

Chiuso Amazon Care, bloccate le assunzioni, eliminati progetti

La chiusura dell’attività arriva mentre Amazon sta tentando di ridurre i costi, tra le preoccupazioni per il contesto economico  e il lento progredire delle vendite online. Negli ultimi mesi, ha chiuso il suo servizio di assistenza domiciliare virtuale ibrido Amazon Care, ha implementato un blocco delle assunzioni della sua attività di vendita al dettaglio e ha eliminato alcuni dei suoi altri progetti.

In Gran Bretagna causa da un miliardo di dollari in arrivo

Ma i problemi non finiscono qui, perché Amazon si prepara ad affrontare anche una causa in Gran Bretagna per danni fino a 900 milioni di sterline (1 miliardo di dollari) con l’accusa di aver abusato della sua posizione dominante favorendo i propri prodotti. La sostenitrice dei diritti dei consumatori Julie Hunter prevede di avviare l’azione collettiva presso il Cat per conto dei consumatori britannici che hanno effettuato acquisti su Amazon da ottobre 2016: un caso che Amazon ha già definito “senza merito”.

Lo studio legale Hausfeld, che rappresenta Hunter, ha dichiarato che Amazon ha violato la legge sulla concorrenza utilizzando “un algoritmo segreto e auto-favorevole” per promuovere i propri prodotti attraverso la funzione “Buy Box“.
“Lungi dall’essere una raccomandazione basata sul prezzo o sulla qualità – ha spiegato Julie Hunter –, la Buy Box favorisce i prodotti venduti dalla stessa Amazon o dai rivenditori che pagano Amazon per la gestione della loro logistica. Altri venditori, per quanto buone possano essere le loro offerte, sono effettivamente esclusi”.
Immediata la replica da parte di un portavoce di Amazon: “L’affermazione è infondata e siamo fiduciosi che diventerà chiara attraverso il processo legale”.
La causa si fonderà sul meccanismo “opt-out”, il che significa che tutti i potenziali ricorrenti saranno inclusi nel reclamo a meno che non scelgano di rinunciare.

Indagini in corso da parte dell’Antitrust Uk

Il caso segue l’annuncio del controllo antitrust britannico a luglio che sta indagando su Amazon per sospette violazioni delle leggi sulla concorrenza, incluso il modo in cui seleziona quali prodotti sono inseriti nella funzione “Buy Box”. Amazon ha affrontato questioni simili anche altrove, e recentemente ha presentato un’offerta alla Commissione europea per evitare possibili pesanti sanzioni antitrust dell’Ue.

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