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LA RICERCA

E-commerce, in Italia Food&Grocery chiave dello sviluppo

I dati dell’Osservatorio Polimi-NetComm: il mercato nazionale cresce del 16% in un anno e supera i 27,4 miliardi di euro. Alessandro Perego: “Si deve puntare alla crescita dell’offerta ‘da supermercato’, dove 4 utenti su 5 non possono contare di un servizio adeguato”

15 Ott 2018

L’e-commerce italiano è in crescita, ma non riesce ancora a eguagliare e prestazioni di altri mercati più sviluppati, come Francia, Germania e Uk. Il valore degli acquisti online supera in goni caso nel nostro Paese, per il 2018, i 27,4 miliardi di euro, segnando un +16% in 12 mesi, per una crescita assoluta del mercato in valore assoluto pari a 3,8 miliardi di euro. A crescere in modo più sostenuto sono gli acuisti online di prodotto, che segnano un +25% per un valore 15 miliardi, mentre i servizi registrano un +6% e un valore di 12 miliardi. In testa agli acquisti si conferma il turismo, a +6% per un valore di 9,8 miliardi di euro, mentre nal campo dei prodotti a guidare la classifica ci sono elettronica e informatica, con un +18% e 1,4 miliardi di valore, abbigliamento + 20% a 2,9 miliardi, Arredamento (1,4 miliardi e +53%) e Food&Grocery (1,1 miliardi, +34%).

Sono i numeri dell’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, presentati oggi al convegno “eCommerce B2c in Italia: cresce il mercato, ma aumenta il valore?”.

“Nel 2018 il valore degli acquisti online a livello mondiale dovrebbe superare i 2.500 miliardi di euro, con un +20% rispetto al 2017 – spiega Alessandro Perego, direttore scientifico degliOsservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano  La Cina si conferma il primo mercato, con oltre 1.000 miliardi di euro, a +19% rispetto al 2017 e un tasso di penetrazione dell’online sul totale retail pari al 18%. Seguono gli Usa con 620 miliardi di euro, +12%, e 17% di penetrazione,  e l’Europa con 600 miliardi di euro (+12%) e 10% di penetrazione”.

“In Europa, l’Italia è ancora lontana dai principali mercati e- Commerce. Lo sviluppo del nostro mercato deve passare in prima battuta dal potenziamento nell’offerta del Food&Grocery, la prima voce di spesa nel paniere degli acquisti degli italiani. Nonostante l’ingresso di diversi player locali e internazionali in questo settore, l’offerta non ha ancora la capacità di garantire una copertura territoriale capillare: oggi 4 italiani su 5 non possono ancora effettuare online la spesa da ‘supermercato’ con un adeguato livello di servizio.”

Nel mondo – aggiunge Roberto Liscia, presidente di Netcomm – vi sono quasi 2 miliardi di persone che comprano online e in questo contesto negli anni passati l’Italia è rimasta in ritardo nel servire il mercato globalizzato. Questa lentezza ha fatto sì che l’export dei nostri prodotti attraverso il canale digitale perdesse punti, limitandone così la crescita. Il 2018 è sicuramente un anno di svolta per le imprese italiane che hanno deciso di cambiare drasticamente il loro atteggiamento nei confronti del digitale e hanno tutte iniziato sia a investire in tecnologie online sia a servire i clienti digitalmente attraverso i canali fisici”. “Questo cambio di paradigma – aggiunge Liscia – ci porterà dei sicuri benefici economici e industriali di cui oggi si vedono soltanto le prime avvisaglie. La possibilità di sfruttare il grande valore del nostro marchio Made in Italy per una platea globale ci porterà a considerare in maniera diversa il sistema competitivo con cui confrontarci nei prossimi anni. Molte imprese italiane, inoltre, hanno ben compreso che i loro clienti sono già entrati in una fase di totale digitalizzazione attraverso l’uso di diversi strumenti tecnologici. Di conseguenza anche la distribuzione fisica, che rappresenta per l’Italia un fiore all’occhiello, può essere ulteriormente valorizzata innestando quelle tecnologie che possono accrescere esperienzialità e personalizzazione del cliente italiano e internazionale, anche in relazione al rapporto costruito col territorio e con i centri della cultura e dello shopping”.

Quanto all’evoluzione del mercato, “L’incremento dell’e-commerce italiano è frutto di dinamiche differenti – spiega Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio – Da un lato i prodotti continuano a crescere con un ritmo sostenuto (+25%), spinti dagli ottimi risultati di diversi comparti, alcuni dei quali emergenti. Dall’altro lato ci sono i servizi che, entrati in una fase di maturità, hanno rallentato la crescita (+6%). I prodotti, i cui acquisti online valgono 15 miliardi di euro, generano nel 2018 circa 260 milioni di spedizioni. La distribuzione geografica dei flussi logistici evidenzia una maggiore concentrazione dell’eCommerce al Nord, con il 56% dei volumi, mentre al Centro e al Sud, con le isole, abbiamo il 23 e il 21% rispettivamente”.

“Il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale retail, grazie alla crescita più sostenuta rispetto al canale fisico, guadagna anche quest’anno un punto percentuale, raggiungendo il 6,5%: l’eCommerce, pur avendo un peso assoluto ancora ridotto, si sta appropriando quasi integralmente dell’aumento dei consumi. La penetrazione media passa dal 4% (2017) al 5% (2018) nei prodotti, mentre si avvicina al 10% nei servizi – aggiunge Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio – Rimangono significative le differenze tra i diversi comparti merceologici: si passa dal 34% nel Turismo e trasporti e dal 24% nell’Informatica ed elettronica allo 0,8% nel Food&Grocery. Nel mezzo troviamo Assicurazioni, Arredamento e home living, Abbigliamento ed Editoria con penetrazioni comprese tra il 5% e il 15%”.

Tra i dati più interessanti emersi dalla nuova edizione della ricerca dell’osservatorio emerge il fatto che un terzo degli acquisti sia stato effettuato nel 2018 attraverso lo smartphone, mentre si riduce l’incidenza degli acquisti da desktop e da tablet. In valore assoluto, l’eCommerce B2c da smartphone supera gli 8,4 miliardi di euro, con un incremento del 40% rispetto al 2017. La crescita in valore assoluto è pari a 2,4 miliardi e rappresenta il 64% di quella dell’eCommerce complessivo.

Da notare anche che l’export, considerato come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, vale 3,9 miliardi di euro e rappresenta il 16% delle vendite eCommerce totali. Ma nonostante l’elevata richiesta di prodotti italiani all’estero, emerge dalla ricerca, l’Export digitale fatica ancora a decollare, soprattutto in alcuni settori come l’Arredamento, l’home living e il Food&Grocery, a causa di alte complessità operative e legislative, dovute all’assenza di un modello unico di riferimento per operare efficacemente online in un Paese straniero.

“L’Italia si conferma un Paese in cui l’e-commerce è in grande espansione, dove sempre più imprese colgono la sfida della rivoluzione digitale e i consumatori si affidano sempre di più al commercio online – commenta Susana Voces, general manager di eBay in Italia e Spagna – L’online rappresenta un tassello fondamentale per creare valore nell’economia italiana, generando opportunità per le imprese che si mettono in gioco curando al meglio l’offerta al cliente, anche nei servizi offline”.

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