E-commerce: in Italia giro di affari alla soglia dei 40 miliardi, svolta per le pmi - CorCom

L'OSSERVATORIO POLIMI

E-commerce: in Italia giro di affari alla soglia dei 40 miliardi, svolta per le pmi

Il Covid ha impattato negativamente sulla componente servizi, ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, nonostante una crescita complessiva del mercato del 21% anno su anno. Ma la pandemia ha anche messo il turbo alle imprese di piccole dimensioni che hanno compreso le enormi potenzialità del canale online anche se vanno affinate le strategie

19 Ott 2021

Veronica Balocco

L’ecommerce B2C torna a crescere ad un ritmo simile a quello pre-pandemia. Gli acquisti di prodotto continuano ad aumentare, ma con un tasso più contenuto (+18%) rispetto a quello dello scorso anno (+45%), sino a toccare i 30,5 miliardi di euro. Gli acquisti di servizio, dopo la forte crisi del 2020, segnano invece una ripresa (+36%) e raggiungono gli 8,9 miliardi di euro. Rimane però ancora significativo il divario rispetto al 2019, quando il comparto valeva 13,5 miliardi. Eppure, un dato rivela che il grande boom di questo comparto presenta una doppia faccia: il Covid-19, contrariamente a quanto si possa pensare, ha infatti frenato la crescita generale del mercato ecommerce, con diverse eccezioni nei comparti merceologici di prodotto, come il Food&grocery, che hanno ottenuto al contrario una forte accelerazione. Senza l’emergenza sanitaria, probabilmente il mercato online avrebbe chiuso il 2021 con 3,5 miliardi di euro in più, senza il drastico calo del settore turismo e trasporti, fortemente penalizzato dalle severe limitazioni alla mobilità (come la chiusura delle frontiere).

Lo rileva lOsservatorio ecommerce B2c, giunto alla ventunesima edizione, i cui dati sono stati presentati durante il convegno promosso dalla School of management del Politecnico di Milano e da Netcomm, intitolato “Ecommerce B2c: il futuro del retail ha inizio qui”.

Perdite non ancora compensate

“Nel 2021 gli acquisti online valgono 39,4 miliardi di euro (+21% rispetto al 2020) – afferma Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. Il trend degli acquisti di servizio, seppur positivo, non compensa le perdite generate per via dell’emergenza sanitaria: risulta ancora significativo il divario rispetto ai valori pre-pandemia (nel 2019 gli acquisti online di servizio valevano 13,5 miliardi di euro)”.

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“Oggi l’eCommerce viene scelto in modo consapevole per gli acquisti quotidiani da un numero crescente di italiani – continua Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio -. Nel 2021 l’incidenza dell’ecommerce B2c sul totale vendite retail, indice della maturità online, raggiunge il 10% (era il 9% nel 2020). Nella sola componente di prodotto la penetrazione passa dal 9% nel 2020 al 10% nel 2021 (+1 punto percentuale rispetto al 2020), con un incremento più contenuto rispetto a quello osservato tra 2019 e 2020 (+3 punti percentuali). Nel 2021, aumenta anche l’incidenza della componente servizio che passa dal 10% all’11%”. 

Per stimare, poi, quale sarebbe stato il valore degli acquisti online in assenza dell’emergenza sanitaria, è stato calcolato e applicato per il 2020 e 2021 il tasso di crescita medio annuale nel periodo 2016-2019, sia per la componente di prodotto (+23%) sia per quella di servizio (+8%). Il valore degli acquisti ecommerce B2c, così ottenuto, è pari a 36,6 miliardi di euro nel 2020 (rispetto ai 32,5 miliardi effettivamente registrati) e di 42,9 miliardi di euro nel 2021 (rispetto ai 39,4 miliardi registrati).  Il Covid-19, dunque, contrariamente a quanto si possa pensare, ha frenato la crescita generale del mercato ecommerce.

Crescente integrazione con il canale fisico

Rispetto al passato non solo le grandi realtà, ma anche le medio-piccole imprese italiane, si sono avvicinate all’eCommerce e ne hanno compreso le potenzialità. In molti casi, però, l’approccio alla multicanalità è stato piuttosto elementare, fondato su modalità di interazione online e su modelli di acquisizione dell’ordine attraverso piattaforme social e/o di instant messaging, quindi non propriamente ecommerce. Diversi sono poi gli esercenti che hanno valutato e approfondito modalità di vendita online intermediate, ad esempio aprendo una vetrina sui marketplace.

“Oggi l’ecommerce è portatore di nuovi equilibri e di nuove modalità di interazione e di vendita che si stanno propagando a tutto il commercio, anche fisico. Ne sono chiari esempi lo sviluppo dei pagamenti digitali e biometrici, il marketing one to one, la personalizzazione del prodotto, il cross e up selling mirato e la possibilità di disaccoppiare il momento della vendita a quello del possesso – conclude Valentina Pontiggia -. Per il nostro Paese si tratta di un segnale importante: l’ecommerce sta raggiungendo un livello di diffusione tale da far presagire un processo continuo, anche se graduale, di integrazione tra offline e online”.

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