SCENARI

E-commerce leva anti-inflazione per 6 italiani su 10

Grazie allo shopping online il potere d’acquisto risulta persino aumentato secondo i dati di un’indagine di The European House Ambrosetti e Amazon. Effetti positivi anche per il retail tradizionale. Ma secondo Idealo i prezzi dei prodotti in Rete sono aumentati. Manhattan Associates accende i riflettori sull’unified commerce

Pubblicato il 30 Mar 2023

Domenico Aliperto

La maggioranza degli italiani, nello specifico sei su dieci, ritiene che l’e-commerce abbia contribuito, nell’ultimo anno, al contenimento dell’inflazione, permettendo di aumentare o mantenere invariato il proprio potere d’acquisto.

È la principale evidenza emersa dalla survey realizzata da The European House Ambrosetti, in collaborazione con Amazon, dal titolo “Inflazione e e-commerce: abitudini e percezioni degli italiani”. Obiettivo dello studio è stato analizzare l’impatto dell’inflazione sulle abitudini di consumo degli italiani e il ruolo del commercio elettronico.

I benefici percepiti del commercio elettronico

Dalla survey emerge una maggiore percezione dell’economicità del canale online tra i più giovani e i cittadini con livelli di istruzione più alti. Mentre i benefici in termini di maggiore accessibilità e ampiezza dell’offerta sono percepiti soprattutto dalle fasce d’età più anziane. La percezione del beneficio del commercio online sul potere d’acquisto è poi maggiore dove l’inflazione ha colpito di più e, principalmente, nel Mezzogiorno.

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I benefici del commercio elettronico non si riferiscono solamente ai prezzi, ma anche alla maggior reperibilità e alla più ampia offerta online di molti prodotti: ben due italiani su tre ritengono che il canale online garantisca migliore accessibilità e maggiore varietà nell’offerta, in particolare nei Comuni con meno di 10 mila abitanti.

Amazon si posiziona al primo posto tra i principali brand – sia fisici che marketplace – con maggiori benefici percepiti dagli italiani su contributo al potere d’acquisto, economicità e varietà e ampiezza dell’offerta. Gli effetti sarebbero però positivi anche sul fronte del commercio tradizionale: la maggiore diffusione dell’e-commerce porta con sé benefici per i consumatori anche grazie al miglioramento nell’offerta dei retailer fisici: un italiano su quattro ha osservato un miglioramento nell’offerta del commercio tradizionale negli ultimi anni, in termini di maggiore economicità (49,1%), di maggiore facilità di accesso ad informazioni su sconti e promozioni (42,5%) e migliore qualità del servizio di assistenza (40,3%).

Un esempio di questo effetto è il Black Friday: ora consuetudine del canale sia online che offline o il Cyber Monday nato online e ora presente anche nel commercio tradizionale, che hanno portato a milioni di persone la possibilità di risparmiare sullo shopping di Natale in ogni categoria: dalla moda alla casa, dall’elettronica ai giocattoli, dalla bellezza ai dispositivi elettronici e molto altro ancora.

Ma secondo Idealo il prezzo dei prodotti online è aumentato

Il “Report sull’e-commerce in Italia 2023” stilato da Idealo, portale internazionale di comparazione dei prezzi, evidenzia però un aumento dell’inflazione anche su Internet, generando nuove dinamiche nelle abitudini di consumo degli italiani.

Analizzando le oltre 2000 categorie di prodotto presenti sul proprio portale italiano, Idealo ha determinato come si siano modificati i loro costi nel corso degli ultimi tre anni: il 60% di queste tipologie di prodotto ha registrato il proprio prezzo più alto nel 2022. Quindi, lo scorso anno circa 1.200 categorie su 2.000 hanno fatto registrare il proprio costo medio più alto.

Fortunatamente, però, il confronto prezzi continua a essere in molti casi il miglior alleato per il risparmio. Grazie all‘andamento del prezzo di ogni prodotto presente sul portale, Idealo ha stimato le fluttuazioni per le categorie con il maggior numero di intenzioni di acquisto sul suo portale italiano nel 2022.

In particolare, chi ha acquistato delle schede video ha potuto ottenere un risparmio medio superiore al 30% nell’arco di un anno. Chi ha comprato televisori e console di gioco ha sperimentato risparmi medi superiori al 20%. Per fotocamere digitali, tablet, notebook, smartphone e lavatrici i ribassi sono stati superiori al 15% e infine per giacche, frigoriferi, profumi, stampanti e aspirapolvere superiori al 10%.

Il report delinea anche alcune tendenze sulle preferenze di acquisto dei consumatori italiani. Negli ultimi tre mesi, il 43% degli utenti online ha acquistato un prodotto di elettronica, seguono il settore moda & abbigliamento (41%) e quello delle scarpe (33%). Ed andando oltre il podio, fanno registrare ottimi risultati anche il settore bellezza & profumi (32%), giocattoli & gaming (26%), medicine e prodotti per la salute (25%) e food & beverage (21%). Completano la top ten, il settore pet (20%), sport & outdoor (16%) ed arredamento & giardino (15%).

In generale, il pubblico femminile ha superato leggermente quello maschile in termini di interesse online. Infatti, è circa l’80% delle donne ad aver effettuato un acquisto tramite e-commerce nell’ultimo mese, a fronte del 78% degli uomini.

Le strategie per potenziare le operazioni di Unified Commerce

È invece la prima indagine sul commercio unificato nel retail specializzato realizzata da Manhattan Associates, in collaborazione con Google Cloud e Zebra Technologies a evidenziare come oggi i retailer, per cavalcare le nuove opportunità date dall’online, necessitino di avere completa visibilità e di approfondire ogni aspetto della loro attività, dal back-end al rapporto diretto con il cliente. Le soluzioni di commercio unificato combinano i sistemi front-end e back-end e offrono un unico controllo dell’attività. La visione unica permette di gestire al meglio il processo decisionale e di offrire ai clienti un’esperienza di qualità superiore, permettendo ai brand di identificare e rispondere rapidamente ai trend del momento e, in questo modo, di ottenere una crescita dei profitti fino a sei volte superiore.

Lo studio, condotto da Incisiv, ha esaminato 124 retailer di 11 diversi settori in merito all’implementazione di 286 elementi considerati fondamentali del commercio unificato.

In particolare, i retailer devono essere in grado di capire quali sono le esigenze degli acquirenti e di creare un’esperienza personalizzata all’altezza delle loro aspettative. Tuttavia, solo il 38% dei retailer partecipanti allo studio consente ai propri collaboratori di accedere alla cronologia degli acquisti e alle wishlist degli utenti su tutti i canali, e solo il 20% fornisce suggerimenti e offerte personalizzate sui prodotti.

La visibilità dello stock allocabile e vendibile e un’elevata reperibilità sono fondamentali per i retailer che vogliono offrire un’esperienza omnichannel fluida, senza attriti di nessun tipo. Solo il 29% dei retailer selezionati fornisce informazioni in tempo reale sulle scorte disponibili nelle sezioni dedicate ai prodotti.

Oggi i vantaggi non riguardano solo la velocità della spedizione, ma comprendono anche la disponibilità di più opzioni di pagamento e di consegna, oltre alla possibilità di apportare modifiche all’ordine anche dopo il pagamento. Solo il 15% dei retailer offre la possibilità di modificare il processo di acquisto dopo la conferma dell’ordine e, in media, solo il 27% dei retailer ha previsto di poter restituire online gli acquisti effettuati nel punto vendita.

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