E-commerce, Unctad (Onu): Italia all'ottavo posto con 431 miliardi, il 22% del Pil - CorCom

LA CLASSIFICA

E-commerce, Unctad (Onu): Italia all’ottavo posto con 431 miliardi, il 22% del Pil

Il volume delle prime 13 società mondiali a 2.890 miliardi nel 2020, balzo delle vendite del 20% in un anno. Alibaba al top, Amazon seconda, terza Shopify

03 Mag 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Il Paese con il maggiore fatturato dalle vendite online sono gli Stati Uniti con 9.580 miliardi di dollari, pari al 45% del Pil, seguiti da Giappone (3.416 mld, 67% del Pil) e Cina (2.604 mld, 18%). Poi la Corea del Sud con 1.302 miliardi (79% del Pil), il Regno Unito (885 mld, 31%), la Francia (785 mld, 29%) e la Germania (524 mld, 14%). L’Italia si piazza all’ottavo posto, con 431 miliardi, pari al 22% del Pil. Nella top ten anche Australia (347 mld, 25% del Pil) e Spagna (344 mld, 25%). Questi i dati messi nero su bianco dall’Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo. I dati si riferiscono al consuntivo 2019 ma l’agenzia ha anche elaborato anche le stime post-pandemia: le vendite mondiali da e-commerce hanno raggiunto nel 2020 i 26 trilioni di dollari, balzando dal 16% al 19% del totale delle vendite al dettaglio. Dieci delle prime 13 aziende di e-commerce hanno natali cinesi o statunitensu con Alibaba a fare la parte del leone seguita da Amazon e Shopify.

Le quote di vendita al dettaglio effettuate online in Cina e Corea del Sud sono salite a quasi un quarto del totale. Eccezionale la performance della la Gran Bretagna vicina dopo un salto dal 15,8% del 2019 al 23,3% dello scorso anno. Le vendite online negli Stati Uniti, le cui aziende di e-commerce l’anno scorso hanno registrato vendite per oltre un terzo del totale globale, sono aumentate dall’11% pari al 14%del retail nazionale. Il boom del business online del 2020 è arrivato in mezzo a quello che l’Unctad definisce il più forte calo annuale della produzione economica globale dagli anni 40 (ossia da quando l’Agenzia ha iniziato la propria attività di rilevazione).

L’e-commerce però non è stato una manna per tutti i comparti: le piattaforme specializzate nei viaggi e nel turismo hanno accusato una netta contrazione del volume d’affari. Expedia, è passata dal quinto all’11esimo posto della graduatoria dei maggiori player dell’e-commerce, con un calo dei ricavi del 66% a 37 miliardi. Contrazione anche per Booking Holdings (-63% a 35 miliardi, dal sesto al 12esimo posto) e per Airbnb (-37% a 24 miliardi, dall’11esimo al 13esimo). Nonostante ciò il volume complessivo di vendite delle prime 13 società di e-commerce è aumentato del 20,5% nel 2020 a 2.890 miliardi, dopo il +17,9% del 2019. In forte ascesa la statunitense Walmart (+72,4% a 64 miliardi di dollari dai 37 miliardi del 2019) e la canadese Shopify (+95,6% a 120 miliardi, dal nono al quinto posto globale).

Al vertice della classifica resta la cinese Alibaba con 1.145 miliardi (+20%), davanti ad Amazon con 575 miliardi (+38%) e alle altre due società cinesi JD.com (379 mld, +25,4%) e Pinduoduo (242 mld, +65,9%). A dominare il settore sono le vendite B2B (21.800 miliardi di dollari), che includono sia le vendite su piattaforme online sia le transazioni di scambio di dati elettronici.

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