IL CASO

Paradosso Italia: il Black Friday fa decollare le vendite, ma il Piemonte vuole una “super” web tax

Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza gli acquisti online fanno segnare un incremento del 24%. Ma la regione guidata da Alberto Cirio presenta una proposta per tassare del 30% Amazon & co nonostante i piani delle web company per sostenere le Pmi

Pubblicato il 25 Nov 2020

Paradosso Italia: il Black Friday fa decollare le vendite, ma il Piemonte vuole una “super” web tax
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Tocca quota 151,7 milioni di euro il fatturato dell’e-commerce in Lombardia durante il Black Friday. Lo stima l’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, secondo cui l’incremento è del 24% rispetto al 2019 (+77 milioni di euro). Si tratta di un aumento che si innesta su un andamento dei consumi a novembre del tutto negativo: – 17,2% con cali di fatturato per la grande e piccola distribuzione e picchi del –31% per il commercio al dettaglio, fa sapere una nota di Confcommercio in base ai dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, Google Analitycs e interviste telefoniche a  80 operatori sul territorio.

“I negozi chiusi per il secondo lockdown perdono l’opportunità del Black Friday a vantaggio dei giganti del web – commenta Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza –. Serve proseguire non solo con gli indennizzi, ma anche con la cancellazione delle imposte per le imprese più penalizzate”.

Piemonte: web tax aumentata

Anche il Piemonte si fa sentire e propone una web tax aumentata” fino al 30% per Amazon & co per “mettere in condizioni di parità” e-commerce e i negozi di vicinato. Il gettito verrebbe vincolato interamente a finanziare i ristori del piccolo commercio. L’annuncio arriva dal governatore Alberto Cirio, che punta a coinvolgere i cinque Consigli regionali necessari per portare la proposta in Parlamento. Obiettivo modificare la Legge di Bilancio 2019 che prevede una tassazione al 3% per le aziende con oltre 750 milioni di ricavi, di cui almeno 5,5 milioni da servizi digitali in Italia.

Secondo la proposta la web tax salirebbe al 15% ‘in tempo di pace’ e al 30% ‘in tempo di guerra’, ovvero durante i lockdown dettati dall’emergenza Covid. “Vogliamo garantire a tutti di partire dallo stesso punto – dice Cirio -: se guadagni di più noi ti facciamo i complimenti, ma se lo fai perché agli altri è impedito di lavorare per una decisione dello Stato necessaria per tutelare la salute pubblica, allora c’è una distorsione. Ed è proprio questa distorsione che intendiamo correggere”.

“Con la nostra web tax – aggiunge – in tempi normali entrerebbero nelle casse dello Stato 2 miliardi e mezzo di euro a fronte dei circa 700 milioni previsti con l’aliquota attuale. E nei periodi di lockdown non solo raddoppierebbe l’aliquota, ma a causa delle chiusure aumenterebbero anche le transazioni online, e quindi la base imponibile. Avremmo così introiti ancora maggiori, che andrebbero non solo a chi è stato chiuso ma anche a chi, pur aperto, è rimasto danneggiato”.

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