E-commerce italiano da record, il Covid19 spinge le vendite del 30% - CorCom

LE RILEVAZIONI ISTAT

E-commerce italiano da record, il Covid19 spinge le vendite del 30%

I dati illustrati in audizione alla Camera: picco nei primi 9 mesi del 2020 a fronte di un calo del 14% del commercio offline. Tengono gli esercizi di elettronica e Tlc

18 Nov 2020

L. O.

La pandemia fa schizzare l’e-commerce italiano. Crescono del 29,2% le vendite nei primi 9 mesi del 2020 contro un calo del 13,5% del commercio offline con punte del 15% per il commercio di beni non alimentari. Lo rileva l’Istat nel corso dell’audizione in Commissione Attività Produttive della Camera, secondo cui a partire dal mese di marzo “la dinamica delle vendite ha subito fluttuazioni di ampiezza mai registrata in precedenza, dovute alla chiusura di molte attività nei mesi del lockdown cui è poi seguita una fase di fisiologico recupero alla fine della primavera”.

L’emergenza sanitaria colpisce soprattutto gli esercizi che si occupano di vendite dei beni non alimentari, penalizzati in modo diretto dalle chiusure. Tengono però i negozi di informatica, telecomunicazione e telefonia per i quali si osserva un incremento del 3,5% sull’insieme dei 9 mesi.

Alimentare e non alimentare

Gli esercizi commerciali appartenenti al settore alimentare, che sono rimasti aperti, hanno segnato una crescita del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice totale destagionalizzato è caduto bruscamente in marzo e aprile, scendendo di circa il 30% nell’arco dei due mesi, per poi segnare un repentino rimbalzo e tornare a giugno a un livello di poco inferiore a quello dei primi mesi dell’anno. Dopo un nuovo calo a luglio, il livello ha segnato un pieno recupero ad agosto e una lieve diminuzione a settembre quando è risultato comunque superiore dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2019.

Tengono i negozi di elettronica

Tra le tre forme distributive fisse solo la grande distribuzione è tornata a registrare variazioni tendenziali positive a partire dal mese di agosto. Nell’insieme del periodo gennaio-settembre, all’interno della grande distribuzione è in crescita il settore alimentare (+3,9%) grazie all’aumento delle vendite negli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, in particolare per le tipologie dei Discount (+6,6%) e dei Supermercati (+5,3%).

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Tuttavia, tale incremento non riesce a controbilanciare l’andamento negativo per oltre il 15% del settore non alimentare. Sono gli esercizi specializzati e quelli non specializzati a prevalenza non alimentare a subire forti contrazioni, con cali rispettivamente del 19,9% e del 12,5%.

Considerando i gruppi di prodotti non alimentari si evidenzia un risultato negativo per tutte le componenti merceologiche ad eccezione di ‘Dotazioni per l’informatica, telecomunicazione, telefonia’ per il quali si osserva un incremento del 3,5% sull’insieme dei 9 mesi.

Per quanto riguarda l’andamento delle vendite al dettaglio per classe di addetti, nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 si registra un calo per tutte le categorie dimensionali. La caduta è più marcata per le imprese fino a 5 addetti e quelle da 5 a 49 (rispettivamente dell’8,1% e del 7,7%) ma anche quelle con 50 addetti e oltre presentano una diminuzione (-4,6%). Inoltre, considerando la variazione tendenziale sui mesi più recenti, le imprese con un numero di addetti inferiore a 5 registrano ancora un calo tendenziale, mentre le altre due classi dimensionali segnano un aumento a partire dal mese di agosto.

Crescono le Pmi su Ebay

Aumentano i venditori italiani su Ebay. La community della piattaforma attualmente comprende oltre 35mila venditori, in maggioranza Pmi, e ha visto – si legge in una nota – un “aumento dei nuovi iscritti del 53% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2019”. La head of government relations di eBay in Italia, Ottavia Marotta, sottolinea le iniziative della piattaforma “sostenere con forza il processo di digitalizzazione delle aziende italiane”. Sarebbe importante riflettere sull’abbattimento dei costi fissi legati alla gestione della logistica, dice Marotta, “ad esempio attraverso la prestazione agevolata per gli affitti di locali adibiti a depositi dei beni che saranno venduti online. Inoltre è auspicabile una diffusione delle competenze digitali necessarie per gestire internamente i processi di e-commerce incentivando la riqualificazione di imprenditori e personale”.

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