E-COMMERCE

Shopping online, l’Europa all’attacco delle truffe

Il Parlamento approva in via definitiva le nuove regole a tutela dei consumatori. Più poteri alle autorità nazionali per fermare le frodi, azioni coordinate per affrontare le violazioni transfrontaliere. Nel 2014 fuorilegge il 37% dei siti per acquisti o prenotazioni

Pubblicato il 14 Nov 2017

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Promozioni “spot” di voli transfrontalieri da parte di compagnie aeree che successivamente ha annullato i biglietti scontati. Abbonamenti a lungo termine nascosti dietro un’offerta per cercare di vincere un telefono a 1 euro. Venditori online che non consegnano mobili e che cambiano sede più volte. Ebbene, tutto questo non dovrà ripetersi. E’ anche a questo scopo che il Parlamento Ue ha approvato oggi in via definitiva le nuove regole europee che tutelano in maniera più efficace i consumatori da truffe sugli acquisti effettuati online.

Il regolamento è stato varato in seduta plenaria con 591 voti favorevoli, 80 contrari e 15 astensioni. Il testo sarà presto approvato formalmente anche dai ministri Ue: il regolamento si applicherà 24 mesi dopo la sua entrata in vigore. “Le nuove norme – scrive una nota del PE – mirano a colmare alcune lacune giuridiche e le difficoltà che derivano da 28 sistemi nazionali diversi”.

Così l’Europa parte all’attacco delle violazioni sullo shopping online. L’obiettivo del regolamento è proteggere gli utenti: nel 2014, secondo i dati in possesso del Parlamento, il 37% dei siti web per acquisti o prenotazioni online violava i diritti dei consumatori Ue.

Con le nuove regole, le autorità nazionali disporranno di maggiori poteri per fermare le truffe e le frodi online. Tra l’altro potranno imporre sanzioni, come ammende o penalità di mora, informare i consumatori su come ottenere un risarcimento, richiedere informazioni ai gestori di registri di domini e alle banche per identificare i commercianti disonesti, acquistare beni o servizi per testare il rispetto delle norme da parte dei siti web, anche sotto copertura, imporre la visualizzazione di un’avvertenza rivolta ai consumatori o ordinare al provider di rimuovere il contenuto digitale o di limitare l’accesso allo stesso, nel caso non ci siano altri mezzi efficaci per fermare una pratica illegale.

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