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ECOMMERCE

Zalando e Bpost testano la consegna “smart door”. Ed è un successo

La sperimentazione, effettuata in Belgio, ha consentito a un gruppo di consumatori di ricevere a casa, in loro assenza, i prodotti acquistati online monitorando l’ingresso del corriere tramite smartphone. Il 90% del campione afferma di voler continuare a usare il nuovo servizio

16 Gen 2019

Pur di ricevere velocemente e senza ritardi la merce acquistata online, i consumatori sono disposti ad aprire le porte di casa a un estraneo: sembrerebbe un pieno successo la sperimentazione che Bpost e Zalando hanno effettuato in Belgio lo scorso autunno. Il colosso dell’ecommerce tedesco e il gruppo postale belga avevano l’obiettivo di analizzare il potenziale delle consegne e dei ritiri in-home, comprendendo come i consumatori potrebbero interagire e rispondere a un servizio che per l’appunto preveda la consegna dei prodotti dentro casa, tramite corriere, in loro assenza.

Nella prima fase del test, che ha coinvolto 750 consumatori online, il 50% ha affermato di sentirsi a proprio agio con questa tipologia di servizio. Quelli che hanno mostrato di essere più aperti nei confronti di questa novità, sono coloro che già ricevono frequentemente presso la loro abitazione prodotti ordinati online. Nella seconda fase, negli appartamenti sono stati installati degli ‘smart doorlock’ e degli ‘smart doorbell’ (serrature e campanelli connessi) grazie ai quali, da remoto, i clienti hanno potuto aprire la porta della propria abitazione e dare accesso all’addetto per effettuare la consegna o il reso di un prodotto ordinato su Zalando.

Il sistema, una volta messo in produzione in massa, funzionerebbe dunque in modo molto semplice. Al suo arrivo, il corriere Bpost suona lo ‘smart doorbell’ che è direttamente collegato allo smartphone del cliente, il quale lo identifica e apre la porta da remoto. A seguire, il corriere lascia il pacco ed esce. Dato che la consegna può essere seguita in streaming, il cliente può monitorare tutto ciò che avviene nella sua abitazione e interagire con l’addetto se necessario. Il cliente può sempre decidere di non aprire la porta se non dovesse sentirsi a suo agio, per qualsiasi ragione. L’obiettivo è quello di offrire massimo controllo e trasparenza durante l’intero processo.

L’importante risultato ottenuto nella seconda fase è che il 90% dei clienti ha affermato di voler continuare a utilizzare questa tecnologia e che una volta installato l’hardware e provato il servizio, ogni dubbio o preoccupazione sono scomparsi in favore dei benefici ottenuti e della comodità riscontrata.

“La cultura del test è nel Dna di Zalando. Innoviamo e ripensiamo continuamente i nostri servizi per offrire ai nostri clienti sempre più flessibilità e varietà”, spiega in una nota Jan Bartels, Vice President Customer Fulfilment and Logistics del gruppo. “Le consegne in-home potrebbero rappresentare un’interessante novità nel nostro portfolio di servizi. La tecnologia apre una serie di opportunità, ma al tempo stesso vediamo che i consumatori hanno bisogno di essere informati sul servizio ed è per questo che insieme a Bpost vogliamo instaurare un dialogo costruttivo con i nostri clienti”.

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