Economia digitale, il mercato italiano dei droni punta sui servizi - CorCom

RAPPORTO DOXA-MIRUMIR

Economia digitale, il mercato italiano dei droni punta sui servizi

Rapporto Doxa-Mirumir: cala il numero di aziende produttrici e scuole di volo. Lo sprint verso il terziario porterà i ricavi 2016 vicini ai livelli record di 3 anni fa, con un aumento della quota export. Dal punto di vista tecnico focus primario sulla durata delle batterie

28 Set 2016

Andrea Frollà

L’industria italiana dei droni cambia pelle. Cala in modo significati la quota di aziende produttrici, soprattutto di droni terrestri, mentre si consolida il segmento specializzato nell’offerta di servizi anche se le scuole di volo diminuiscono sensibilmente. È il quadro che emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Doxa, realizzato da Doxa Marketing Advice e da Mirumir (la società che organizza Dronitaly, la fiera italiana del settore che aprirà i battenti venerdì prossimo nella nuova cornice di ModenaFiere), su un segmento particolarmente vivace dell’economia digitale.

Pur rappresentando ancora una nicchia di mercato, raddoppia la percentuale di imprese che operano con i droni nel settore consumer, ludico e sportivo. E, nel suo complesso, il comparto dell’economia digitale che fa capo ai velivoli senza pilota si conferma attrattivo e vitale. Per l’anno in corso, si stima una crescita ulteriore, che potrebbe portare la dimensione del business molto vicina ai livelli record di 3 anni fa, con positive ricadute anche dal punto di vista occupazionale. E ancora, nel 2016 il numero medio di addetti per azienda potrebbe crescere di 2 unità a confronto con quanto previsto lo scorso anno.

Il settore industriale dei droni in Italia si conferma anche quest’anno caratterizzato dalla prevalente presenza di piccole imprese, di cui oltre metà hanno un fatturato inferiore ai 500mila euro e meno di 5 addetti, soprattutto nell’ambito dei servizi. In molti casi, le ridotte dimensioni stanno spingendo molte società verso una razionalizzazione della struttura commerciale, mentre in direzione opposta si stanno invece muovendo le aziende di maggior peso, che si stanno dotando di una rete di agenti in Italia e all’estero.

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In generale, si registra in particolare un’intensificazione dei rapporti commerciali con Esercito, Marina e Aviazione, mentre risultano in calo quelli con Protezione Civile e corpi dedicati all’ordine pubblico (Polizia e Carabinieri). Per quanto concerne le limitazioni di carattere normativo, la definizione di zona critica e le autorizzazioni di volo sono ancora i topics più rilevanti per gli operatori, sebbene sia diminuita in modo sensibile la quota di aziende che segnalano tali criticità.

Dal punto di vista tecnico, si conferma il focus primario sulla durata delle batterie. In linea con il minore impegno nella produzione, nel corso degli ultimi tre anni per il 2016 si prevede che oltre un terzo delle risorse vengano dedicate ad attività di comunicazione e formazione.
Positivo anche il trend del fatturato sviluppato all’estero: pur rappresentando ancora una parte minoritaria del giro d’affari, le attese per quest’anno sono di superare il già ottimo risultato raggiunto nel 2015. I mercati internazionali a cui si attribuiscono maggiori opportunità di sviluppo del business sono ancora Stati Uniti e Canada, con previsioni più positive che in passato per Cina, Sudafrica e America Latina. Meno ottimistiche, rileva ancora l’Osservatorio, sono le valutazioni per Europa, Russia e Brasile, che segnalano un trend negativo.

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