Economia digitale, più occupazione ma senza "divide" - CorCom

Economia digitale, più occupazione ma senza “divide”

Il convegno in programma giovedì 10 novembre a Roma, organizzato da Italian Digital Revolution in collaborazione con l’associazione Civita e il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale, farà il punto sul tema innovazione e lavoro. Aziende, PA e politica a confronto su diffusione tecnologica, benefici sulla crescita e uso del web da parte delle istituzioni

03 Nov 2016

An.F.

L’economia digitale può creare occupazione? Questa domanda è il titolo del convegno che si terrà giovedì 10 novembre a Roma (dalle ore 15, presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’associazione Civita in Piazza Venezia 11). Lo scopo dell’evento organizzato dall’associazione Italian Digital Revolution, in collaborazione con l’associazione Civita e il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale, è fare il punto sulla diffusione delle tecnologie, sui benefici della crescita digitale in termini di posti di lavoro e sui successi di aziende, persone e istituzioni che utilizzando il web hanno creato business e occupazione.

Del resto, le tecnologie digitali si stanno diffondendo rapidamente nel mondo. Ma gli effetti dello sviluppo (più posti di lavoro e migliori servizi) non sono patrimonio di tutti come rivela il rapporto “World Development 2016” della Banca Mondiale sui “Digital dividends”, cioè i vantaggi connessi all’uso delle moderne tecnologie (solo smartphone e tablet) e della rete. Lo studio mostra che i “componenti analogici” della rivoluzione digitale – le norme che favoriscono l’ingresso dei prodotti e la concorrenza, le competenze che consentono ai lavoratori di accedere alla nuova economia, nonché le istituzioni – non hanno tenuto il passo rispetto alla diffusione di telefonini e tablet nel pianeta.

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Il dibattito, moderato da Federica Meta giornalista di CorCom, sarà aperto dai saluti del vice presidente di Civita, Nicola Maccanico, e dal presidente di Italian Digital Revolution, Mauro Nicastri. Previsti gli interventi di Davide D’Amico, dirigente del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Domenico Colaci, presidente dell’organismo interno di valutazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale; Carlo De Masi, segretario generale della Flaei-Cisl; Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal; Mario Romano, presidente giovani Confindustria e ceo di Romano arti grafiche; Alessandro Voutcinitch, direttore dell’Agenzia per il lavoro Manpower; Mirco Michelini, business manager Qibit Italia – Agenzia per il lavoro Gi Group; Paolo Prestinari, amministratore delegato di Fattore Mamma-Media; Mirco Carloni, consigliere della Regione Marche e dei parlamentari Francesco Boccia (Pd), Mattia Fantinati (M5s) e Antonio Palmieri (Fi).