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L'INIZIATIVA

Educare all’open banking, la scommessa di Widiba

Via al laboratorio che ha l’obiettivo di generare consapevolezza nei clienti e aiutarli ad utilizzare al meglio i nuovi servizi. Formazione e storytelling al centro del progetto

09 Set 2019

Prende il via il percorso educativo di open banking di Widiba,

Il nuovo modello collaborativo tra banca e mercato, aperto alla condivisione dei dati grazie anche alla normativa PSD2, diventa concreto partendo da #OpenStories, un percorso di educazione “a tappe” che ha l’obiettivo di generare consapevolezza nei clienti su tutto il mondo dell’open banking.

Le persone saranno coinvolte in un dialogo aperto sul valore dei servizi integrati sulla piattaforma bancaria.

#OpenStories si strutturerà così come un laboratorio a più voci per spiegare il concetto “open” e raccontare come il modello di relazione con la banca sta cambiando: cinque puntate tematiche a cui parteciperanno cinque testimonial e interpreti di una visione “open” in settori diversi (formazione, design, scienza, linguaggio e HR), il Customer Team Widiba (l’organo consultivo interno costituito dai clienti della banca) e cinque storyteller.

“Come banca abbiamo il dovere di affrontare una sfida educativa e linguistica, creare e restituire valore alle persone e ai nostri clienti. Oggi l’open banking parla prettamente agli addetti ai lavori, noi vogliamo includere e parlare a tutti, a coloro che offrono i servizi e a chi ne sarà il fruitore. Partiamo da qui per costruire il nostro racconto – commenta Roberta Zurlo Chief Commercial Officer Banking & Credit Banca Widiba -. La banca del futuro quella che inizia a vivere intorno ai bisogni delle persone, ad accompagnarle quotidianamente nel loro fare ed essere; ecco perché la banca si apre a una nuova interpretazione, dove il cliente rimane al centro. Se dovessi raccontare cosa è l’open bank per Widiba – aggiunge Zurlo – direi che è il modo in cui decidiamo di essere vicini ai nostri clienti, di ascoltarli e di aiutarli nel raggiungimento degli obiettivi. Sono le persone a decidere quali dati condividere con chi e per quale finalità, ad esprimere desideri e bisogni ma alle volte sarà la banca che li anticiperà, indicherà quale è il modo migliore per raggiungerli e lo accompagnerà nel farlo. Nulla di radicalmente differente da ciò che abbiamo fatto fino a ora, solo reinterpretato in un modo nuovo, collaborativo e partecipativo, al di là dei soli aspetti finanziari”.

 Il primo appuntamento si terrà martedì 10 settembre e sarà focalizzato sul tema della formazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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