Egitto, una Fatwa "scomunica" le chat tra uomini e donne - CorCom

LA POLEMICA

Egitto, una Fatwa “scomunica” le chat tra uomini e donne

La Dar al-Ifta: “Sono frivole e malefiche. Aprono la porta al demonio, alla corruzione e a comportamenti anti-islamici”. Ma l’Arabic network for human rights information replica: “L’editto è una violazione della libertà”

01 Set 2014

A.S.

Le discussioni in chat tra uomini e donne che non fanno parte dello stesso nucleo familiare o che non sono marito e moglie sono contro i principi dell’Islam. A sancirlo è l’ultima Fatwa della Dar al-Ifta egiziana, l’organismo nazionale che promulga gli editti religiosi ufficiali.

L’occasione è una risposta alle “FAQ”, frenquently asked questions, pubblicate sul sito dell’organizzazione, dove le chat di incontri tra sconosciuti vengono definite “frivole e malefiche”: “aprono la porta al demonio – spiega la risposta – alla corruzione e a
comportamenti anti-islamici”.
L’editto vieta così le comunicazioni personali tra due persone di sesso diverso non familiari, ammettendola soltanto “in casi di necessità”. Vietato anche l’invio di proprie fotografie a sconosciuti per le ragazze, che in questo modo potrebbero “preservare la loro dignità”. Il rischio infatti – sottolinea il sito – è che le immagini possano essere usate “da persone deviate per azioni corrotte e questo è ritenuto contrario alla nostra religione”.
“Molteplici esperienze – conclude il documento – provano che ai nostri tempi le chat on-line sono una perdita di tempo e sono un modo inutile di impiegare il proprio tempo”.

In un secondo momento Magdi Ashour, responsabile degli editti della Dar al Ifta, ha ridimensionato la portata del pronunciamento: “La proibizione – ha detto ai media agiziani – è relativa al caso specifico che abbiamo esaminato, e non va generalizzata. E’ un grande errore prendere questa vicenda al di fuori del proprio contesto e generalizzarla – ha sostenuto – estendendola ad altre questioni che sembrano simili”.

Contro l’editto si è subito espressa l’Ong Arabic network for human rights information (Anhri), che ha definito la decisione come una “violazione della libertà”.

Intanto oggi il presidente dell’Iran Hassan Rohani ha lanciato un appello ai religiosi del paese proprio sul tema dell’utilizzo del web: “Siate più tolleranti nei confronti di internet e le nuove tecnologie che sono vitali per le nuove generazioni”, ha detto dopo che la settimana scorsa l’ayatollah Makarem Shirazi, aveva definito la possibilità di accedere a Internet dai
cellulari “immorale e illegale”. “Internet è essenziale per connettersi al mondo della scienza – ha detto Rohani in un discorso pubblico trasmesso dalla Tv di Stato e ripreso dalla Bbc – non possiamo chiudere le porte del mondo alle nostre generazioni più giovani”.

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