L'APPROFONDIMENTO

Elezioni 2022 e digitale: ecco i programmi dei principali partiti

Nero su bianco le misure per l’innovazione. Industria, turismo, agricoltura e formazione i comparti in cui sono previste le principali iniziative. Sul fronte Tlc spuntano i commissari per la rete unica. Focus anche su cybersecurity, space economy, metaverso e blockchain

01 Set 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

elezioni

Potenziamento dell’infrastrutturazione a banda ultralarga, agevolazioni aggiuntive per l’industria 4.0, spinta alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, regolamentazione della data economy. Utilizzare la leva del digitale per far fare un salto di qualità al turismo e all’agricoltura e stimolare la creazione di smart city. Il digitale come leva anche per abbattere l’evasione fiscale. E iniziative volte alla creazione di competenze adeguate alle richieste del mercato nonché di startup innovative. Sono queste le misure messe nero su bianco dai principali partiti in vista delle elezioni del 25 settembre. Misure che di fatto ricalcano quanto già previsto dal Pnrr targato Draghi.

Ecco le misure per il digitale e l’innovazione delle principali forze politiche.

Il programma del centrodestra: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Nel programma “Per l’Italia -Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra” – la coalizione data per favorita – sono previsti il potenziamento e sviluppo delle infrastrutture digitali ed estensione della banda ultralarga in tutta Italia, la digitalizzazione, efficientamento e ammodernamento della Pubblica Amministrazione e il potenziamento delle misure e dei sistemi di cyber-sicurezza. La coalizione che vede in campo Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e il gruppo dei moderati costituto da Toti, Lupi e Brugnaro, prevede anche il supporto alla digitalizzazione dell’intera filiera del settore turistico e della cultura nonché la promozione di una filiera italiana per l’innovazione in agricoltura. Focus anche sulla vlorizzazione e promozione delle scuole tecniche professionali volte all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e sull’incentivazione dei corsi universitari per le professioni Stem. E, ancora, supporto all’imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up tecnologiche.

Forte l’attenzione di Fratelli d’Italia sul dossier rete unica Tim-Open Fiber: la leader Giorgia Meloni – data per superfavorita alla prossima tornata elettorale –  ha detto a chiare lettere che “la rete deve tornare sotto il controllo dello Stato” (QUI L’APPROFONDIMENTO)

I tre partiti della coalizione hanno presentato anche i propri singoli programmi

Il programma di Fratelli d’Italia

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Rendere strutturali incentivi e crediti d’imposta per investimenti tecnologici e spese di ricerca e sviluppo, innovazione digitale per il rilancio del turismo e dei beni culturali. Nel programma anche la tutela dell’industria audiovisiva italiana e progetti di sviluppo per quella creativa digitale.

Potenziamento delle misure e dei sistemi di cyber-sicurezza e sicurezza dei dati personali: “No all’introduzione di strumenti di controllo digitale di massa e di compressione elle libertà individuali o a meccanismi di scoring, come la “cittadinanza a punti” su modello cinese. Contrasto alla censura arbitraria dei social network e garanzia del rispetto della libera manifestazione del pensiero da parte delle grandi piattaforme di comunicazione. Garanzia di massima sicurezza nella protezione dei dati personali”, si legge nel programma.

Smart city e smart road. Creazione di una filiera produttiva italiana ed europea per le rinnovabili, le reti e gli accumuli, implementando la ricerca scientifica e tecnologica. Sviluppo di Smart cities per efficientare i consumi. Previsti investimenti anche nelle smart road e in tema di trasporti nuova disciplina sulle app tecnologiche operanti nel settore taxi e Ncc.

Promuovere la formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: si punta a rilanciare gli strumenti del contratto di apprendistato e dei tirocini a dare effettivo avvio alla riforma degli Istituti Tecnici Superiori e a potenziare il sistema dei corsi post diploma di inserimento lavorativo nonché a promuovere la formazione nell’ambito delle discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e colmare l’attuale carenza di figure qualificate.

Il programma della Lega

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Istituzione di un Ministero dell’innovazione tecnologica “che sappia attuare con efficacia le misure previste dal Pnrr: digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese, e-government, capitale umano, infrastrutture, connettività, ricerca e sviluppo digitale”. Switch off del rame nel 2030 per favorire lo sviluppo delle reti in fibra ne omina dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome a commissario per la connettività per la realizzazione della Rete Unica. Inserimento in Costituzione della tutela dell’identità digitale (assegnata dalla nascita) come il codice fiscale. Queste le principali novità del programma della Lega.

“La transizione digitale deve proseguire: la dematerializzazione del patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni e delle imprese è fondamentale per rendere il sistema-Paese più snello e competitivo. Tuttavia, occorre seguire un’agenda digitale strutturata in maniera coerente ed organica, che non proceda seguendo le specifiche urgenze del momento”. Il progresso tecnologico e l’efficienza digitale non possono però “giustificare la compressione dei diritti e delle libertà individuali. L’innovazione deve essere governata e regolata con competenza e responsabilità”. Secondo la Lega “ancora molto resta da fare per garantire la sovranità digitale del nostro Paese in un’epoca che è sempre più interconnessa”.

Il partito a guida Matteo Salvini accende i riflettori anche “sull’educazione digitale l’inclusione tecnologica delle persone che si trovano in situazioni di divario digitale, con particolare attenzione ai benefici per le persone con disabilità”.  Si punta anche a “rafforzare l’ecosistema degli investimenti in start up e Pmi innovative potenziando gli incentivi per le società italiane che comprano start up dai fondi di investimento o che investono in esse, al fine di favorire e facilitare le operazioni di investimento in ingresso e in uscita”.

Criptovalute, Nft e Metaverso: prevista la riforma del codice civile per facilitare gli aumenti di capitale e il ricorso a titoli convertibili e l’introduzione di un quadro normativo che preveda una specifica definizione e classificazione delle criptovalute e dei token, “al fine di svilupparne l’utilizzo e considerata l’esigenza di stabilire anche sul mercato italiano regole per le infrastrutture e gli attori di questo nuovo mondo della finanza digitale”.

Il programma di Forza Italia

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Potenziamento della semplificazione, di incentivi strutturali e crediti di imposta per le imprese che riconvertono e investono in eco innovazione e nuove tecnologie. Definizione di una strategia di politica industriale di medio-lungo periodo per le filiere italiane, avendo come obiettivi la neutralità tecnologica e la sostenibilità industriale. Supporto all’imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up tecnologiche e/o a valenza sociale, anche attraverso strumenti di finanza innovativa. Sostegno ai progetti di ricerca e di trasferimento tecnologico tra soggetti pubblici nonché tra soggetti pubblici e soggetti di diritto privato. Queste le misure di Forza Italia sul fronte imprenditoria accompagnate da misure sul fronte formazione.

Nel programma si prevede l’ntroduzione del coding e della didattica digitale, con copertura con la banda larga, più formazione professionale (sistema duale) e più tecnologi del futuro attraverso le Its Academy. Realizzazione di un polo formativo tecnico professionale di eccellenza in ogni Regione.

Riguardo alla cybersecurity Forza Italia mira al potenziamento delle misure con controllo dei relativi investimenti del Pnrr, introduzione di voucher e detrazioni di imposta sull’acquisto di servizi di cybersecurity, incentivi per la formazione per imprese e professionisti.

Sostegno e incentivi all’innovazione digitale sono previsti anche per la tracciabilità dei rifiuti attraverso l’utilizzo dei nuovi sistemi di blockchain.

Il programma del PD

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Insieme per un’Italia democratica e progressista”: questo il titolo del programma del PD. “Sviluppo sostenibile e transizioni ecologica e digitale” rappresentano il primo dei tre pilastri della visione dell’Italia al 2027.

“Vogliamo rafforzare il grande potenziale delle nostre imprese, dei piccoli imprenditori, delle start-up innovative, del mondo degli artigiani e dei professionisti, attraverso misure di sostegno e di semplificazione, favorendo la transizione 4.0 in uno scenario che coniughi innovazione, concorrenza e sostenibilità. Vogliamo investire nella ricerca e nell’innovazione per superare le inefficienze e i problemi strutturali di bassa produttività del “Sistema Italia”, si legge nel documento.

E ancora: “Vogliamo rimuovere gli ostacoli che frenano le famiglie e le imprese a migrare verso le reti di connettività a banda ultralarga, attuali e future, e al pieno dispiego delle competenze e dei servizi digitali, ivi inclusi quelli offerti della Pubblica Amministrazione”.

Grande attenzione al tema della sicurezza della Rete: “Vogliamo proteggere il diritto delle persone ad esprimersi liberamente in uno spazio digitale sicuro. Vogliamo che sia garantita la trasparenza sui dati e sui contenuti intermediati dalle grandi piattaforme online. Vogliamo garantire, nel solco delle normative europee, agli utenti dei servizi digitali pieno controllo dei propri dati personali, insieme a un’efficace regolazione contro gli abusi delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, contro le interferenze delle strategie di disinformazione, contro forme di tracciamento e di riconoscimento biometrico o l’uso software di sorveglianza”.

Il digitale diventa poi trasversale ad una serie di settori: “Proponiamo un progetto organico di Porti verdi, l’istituzione di un coordinamento strategico per la valorizzazione del ruolo e del contributo delle imprese a partecipazione pubblica nelle strategie di politica industriale, in particolare per la transizione ecologica e digitale” La transizione ecologica si intreccia con la transizione digitale in molti aspetti – evidenzia il PD – “primo tra tutti quello di una migliore programmazione dell’uso del suolo, delle colture e del consumo idrogeologico, in ragione di una più efficace capacità di monitoraggio e tracciamento, la raccolta e condivisione di dati, lo sviluppo dell’agricoltura di precisione. Anche in questo caso, proponiamo un pacchetto di misure che valorizzi le sinergie territoriali in un quadro di coordinamento nazionale per la tutela dell’ecosistema e della salute, inclusa la tutela delle coste e del mare e il sostegno della transizione ecologica nel settore ittico”.

Il PD propone inoltre l’istituzione di un Fondo nazionale per il diritto alla connessione digitale, co-finanziato dai risparmi della missione 1.2 del Pnrr (circa 1,2 miliardi di euro) e dagli introiti di una nuova gara sulle frequenze 5G, con il quale: incentivare il passaggio delle famiglie a reti a banda ultralarga (coprendo costi fissi una tantum di migrazione/attivazione di nuova linea); finanziare il cablaggio verticale degli edifici in fibra ottica e la predisposizione di apparati per gli “edifici intelligenti” e l’internet delle cose anche al fine di coadiuvare il risparmio energetico nelle abitazioni; permettere a tutti gli studenti delle scuole (medie e superiori) e delle Università/ITS/Afam l’acquisto di un computer (misura finanziata ogni triennio applicabile fino al 50% degli studenti in base al reddito familiare).

Nel campo delle reti di telecomunicazione fissa, “siamo favorevoli a una politica industriale che, utilizzando le prerogative del cosiddetto Golden Power, incentivi per forme di aggregazione e integrazione efficiente delle reti, al fine di evitare duplicazione inefficiente degli investimenti, garantire l’interesse pubblico a reti nazionali sicure e capaci di offrire un servizio universale di qualità agli utenti, valorizzando al contempo le competenze del capitale umano e l’integrità delle aziende e tutelando la concorrenza nei servizi. Proponiamo inoltre la creazione di una piattaforma di riconversione delle aziende in crisi e formazione dei lavoratori per il sostegno allo sviluppo delle infrastrutture in fibra finanziate dal Pnrr”.

“Ci impegniamo a dare attuazione al grande piano di assunzione nella PA, oltre il 2026, con clausole volte favorire l’occupazione giovanile e femminile. Dobbiamo accelerare la costituzione di uno Sportello virtuale della PA – con la possibilità di prendere appuntamento e di collegarsi in videoconferenza con qualsiasi pubblica amministrazione – e la realizzazione di un Ufficio associato per la trasformazione digitale dei piccoli comuni”.

Il programma del Movimento 5Stelle

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Potenziamento e stabilizzazione decennale di Transizione 4.0  con la cessione dei crediti d’imposta sul modello del Superbonus nonché del Piano Transizione 4.0 per spingere ulteriormente gli investimenti del settore agricolo. Smart road, istituzione di una piattaforma per il turismo, utile a incrementare la capacità di vendita di prodotti e servizi anche delle Pmi agricole e artigiane. Queste le misure su cui puntano i 5Stelle in tema di industria, agricoltura e turismo declinati in chiave digitale. Il partito dedica inoltre un capitolo ad hoc all’innovazione intitolato “Dalla parte delle nuove tecnologie: per un Paese digitale e moderno”.

Si parte dalla stesura della carta diritti digitali attraverso il riconoscimento dell’accesso alla rete quale diritto costituzionale e copertura nazionale con banda ultralarga. Poi Banca dati digitale nazionale per riconoscere il diritto all’autodeterminazione informativa, permettendo a tutti di verificare in che modo sono utilizzati i propri dati personali. Obiettivo cloud per la PA: radicale digitalizzazione, dematerializzazione e interoperabilità. E ampliamento “Smarter Italy”. Si punta anche definire un piano industriale basato sulle tecnologie strategiche per il futuro, come manifattura digitale, fintech, valute digitali, intelligenza artificiale e robotica, agrifoodtech, aerospazio, web3, semiconduttori, scienze della vita, creazione di contenuti digitali, metaverso, fino ad arrivare a frontiere come nanotecnologie e quantum computing. Per i 5Stelle è fondamentale investire nell’ecosistema dell’innovazione italiano ossia in startup e imprese innovative, scuola, università, centri di ricerca, talenti e professionisti, investitori nonché potenziare l’insegnamento delle materie stem sin dai primi gradi scolastici e investire nelle competenze tecniche avanzate e imprenditoriali.

Il programma della coalizione Azione-Italia Viva

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Innovazione, digitale e space economy: Azione e Italia Viva dedicano un capitolo ad hoc nel programma.

La sfida delle competenze digitali. Le competenze digitali sono un elemento fondamentale per assicurare l’integrazione proattiva tra formazione e occupazione giovanile. Per permettere a tutti i giovani di avere una solida formazione digitale, sono necessari investimenti adeguati per promuovere un progetto strategico nazionale alla formazione e allo sviluppo delle competenze digitali dei giovani, sia in ambito scolastico, a partire dalla scuola primaria, sia in ambito lavorativo.

Azzerare la burocrazia per gli anziani e ridurre il digital divide. Necessario ridurre al minimo l’impatto della burocrazia sulla vita quotidiana degli anziani. Servono servizi a prossimità per permettere agli anziani di avere un’interfaccia unica per tutti i servizi. Inoltre, per garantire il più ampio accesso ai servizi pubblici in forma digitale, è indispensabile accelerare i progetti di contrasto al digital divide (es: corsi di supporto alla digitalizzazione presso i centri per anziani o nei centri di aggregazione multifunzionali sul territorio)

Agricoltura 4.0 grazie al digitale e le piattaforme da remoto. Questa misura è rivolta principalmente agli imprenditori del settore agroalimentare, i quali investono nell’irrigazione di precisione. Essa consente di ridurre gli sprechi ma anche di avere migliori rendimenti, al contempo monitorando le fasi delle colture ed evitando alle piante gli stress da carenza o da sovrabbondanza di acqua. Oltre al sistema di irrigazione goccia a goccia, gli incentivi sarebbero accessibili anche a chi investe nel controllo delle fasi di irrigazione e di micro-irrigazione digitale e da remoto.

Efficientamento dei processi della pubblica amministrazione. Per l’attuazione dei programmi dell’Agenda digitale 2026 occorre un potenziamento delle strutture e delle figure chiave previste dal codice dell’amministrazione digitale, a partire dal responsabile per la transizione al digitale e del difensore civico.

Banda ultralarga e 5G. Continuare a investire nelle reti ad altissima velocità  (copresa la fibra fino all’utente) e nella copertura 5G. Alla luce dell’enorme divario fra le soglie di emissività italiane e quelle dei partner europei, un adeguamento dei valori migliorerebbe il servizio, i costi e l’impronta ambientale. Le infrastrutture sono asset vitali del sistema del Paese: bisogna creare know how in Italia per garantire un mantenimento in efficienza e (cyber) sicurezza. La connettività diffusa è condizione necessaria, ma non sufficiente, per rendere intelligenti le nostre città e le relative interconnessioni. È necessario coniugare le reti con un sistema aperto di gestione digitale di permessi e programmazione edilizia. Gli smart buildings vanno incentivati con leve fiscali di lungo termine, come sconti in tasse di successione e nel calcolo del plusvalore in caso di rivendita di edifici  con sottrazione dei costi di ristrutturazione smart. Per fare questo serve completare in tempi brevi la digitalizzazione del catasto, anche con tecnologie satellitari.

Sostenere la nascita di aziende innovative e la transizione digitale delle imprese esistenti. Per supportare le aziende innovative nascenti – digitali e non – proponiamo il modello della facilitazione ddi impresa abbinato alla razionalizzazione dei bandi di finanziamento evitando la discrezionalità delle Regioni sulla definizione di startup e superando la modalità click day dei bandi pubblici. Prevediamo una sandbox normativa che permetta l’incontro agile fra startup  e mercato e l’eliminazione di tutte le gabelle relative alla costituzione o al mantenimento della società, come ad esempio la tassa di concessione governativa, la vidimazione dei libri sociali ed i costi relativi all’iscrizione in Camera di Commercio. Si intende supportare la transizione digitale e 4.0 delle imprese, rafforzando il framework normativo originale di Industria 4.0, potenziando e razionalizzando i soggetti a cui questo supporto alle imprese compete (Centri di competenza e Digital Innovation Hub) sostenendo in particolare la crescita delle Pmi, ma anche la neo-creata Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che deve essere anche essere partner delle aziende, non solo controllarle.

Space economy. Intendiamo potenziare la space economy, fiore all’occhiello italiano, con una migliore organizzazione del sistema di formazione, la promozione di distretti di sviluppo e lo snellimento dei processi legati ai brevetti oltre alla revisione della governance dell’Agenzia spaziale italiana e l’adozione di un testo normativo unitario.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5