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DIGITAL DIVIDE

Emilia Romagna, la banda larga nelle “aree bianche”

Pronti a partire i cantieri anti-digital divide. Tra fibra e tecnologie neutrali assegnati con il coordinamento di Lepida lavori per 25 milioni di euro, per un’utenza potenziale complessiva di 150mila persone

03 Giu 2014

A.S.

Tutto pronto per l’avvio dei cantieri che porteranno la banda larga anche nelle aree non coperte dell’Emilia Romagna. Si tratta di lavori per realizzare infrastrutture in fibra ottica e per attivare l’utenza finale con tecnologie neutrali, nelle aree della Regione definite “bianche”, cioè “dove il Mise – spiegano da Lepida, in house Ict regionale – ha verificato l’assenza di operatori di Tlc intenzionati in proprio a effettuare interventi nel medio periodo”.

Gli interventi sono finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico e organizzati da Infratel, con il coordinamento e le facilitazioni territoriali offerte da lepida spa, come previsto dalla DGR 177/2013 del 18.02.2013.

Gli interventi per la fibra ottica sono stati assegnati ad un Ati tra Sielte, Site e Ceit, dopo un percorso di sei mesi tra Tar e Consiglio di Stato. Il valore economico è 16 milioni, il bacino di utenza potenziale di circa 87.000 abitanti e le aree equivalenti di centrali sono 83, con i lavori ce dovrebbero essere completati entro la fine del 2015. Gli interventi in tecnologie neutre sono stati assegnati a NGI, per un valore economico è 9 milioni di Euro, un bacino d’utenza potenziale di circa 63.000 abitanti e le aree equivalenti di centrali che sono 127, per una durata dei lavori approssimabile in un anno.

“Conosciamo e apprezziamo già lepida spa come partner e i nuovi impegni rafforzeranno ulteriormente la nostra collaborazione – affermano da Ngi – sia sul piano tecnico che per facilitare le relazioni con gli Enti pubblici locali”.

In Emilia Romagna sono inoltre in corso “gli altri interventi di riduzione del divario digitale finanziati dalla Regione – precisano da lepida spa – la dorsale sud radio e le 16 tratte in

fibra ottica finanziate con i fondi Feasr per un totale di 11 milioni. Infine, nell’accordo con il Mise sono previsti ulteriori interventi per di circa 10 milioni, a completamento di quanto sopra descritto, ed è in corso l’identificazione del fondo di riferimento, probabilmente legato alla programmazione 2014-2020”.

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