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COPYRIGHT

Equo compenso, dall’Alta Corte Uk ok alla revisione della normativa

Il supremo tribunale dà ragione alle associazioni degli autori: l’eccezione per copia privata decisa dal governo britannico non è legittima perché contravviene alle norme europee sul copyright

27 Gen 2015

Patrizia Licata

I detentori dei diritti di proprietà intellettuale sorridono in Gran Bretagna: l’Alta Corte ha autorizzato la richiesta di revisione della normativa recentemente approvata in Uk in materia di copia privata che sarebbe in contrasto con la normativa dell’Unione europea in quanto non prevede l’equo compenso.

Il giudice dell’Alta Corte Justice Ouseley ha accolto la richiesta dell’Accademia britannica degli Autori (British Academy of Songwriters, Composers and Authors, Basca), del sindacato dei musicisti (Musicians’ Union, Mu) e dell’assocuizione Uk Music dando loro autorizzazione a chiedere una revisione giuridica della decisione del governo di introdurre la cosiddetta “eccezione per copia privata” all’equo compenso. Il giudice ha ritenuto che le associazioni citate abbiano diritto di contestare la decisione del governo e ha anche acconsentito alla loro richiesta che l’udienza per la Judicial Review della normativa si tenga in tempi brevi, prima della fine di maggio 2015.

Per Basca, Mu e Uk Music la decisione del governo che non riconosce l’equo compenso per autori, compositori e musicisti contravviene alla legislazione dell’Ue ed è quindi illegittima.

Il riconoscimento dell’equo compenso sulla copia privata è questione molto dibattute tra detentori dei diritti, vendor di device e associazioni dei consumatori. in Italia il decreto del Governo che l’anno scorso ha adeguato i compensi per le riproduzioni ad uso personale di musica e film su device come smartphone e tablet ha scatenato reazioni e critiche, tra chi ha approvato l’allineamento italiano alle normative Ue e la giusta retribuzione del copyright e chi ha gridato alla “tassa sull’innovazione”.

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