Equo compenso, Radaelli: "Intervenga Franceschini" - CorCom

LA POLEMICA

Equo compenso, Radaelli: “Intervenga Franceschini”

Il presidente di Anitec: “Gli utenti fruiscono sempre più contenuti in modalità online, le copie private sono sempre meno. Serve un approfondimento”

03 Apr 2014

F.Me.

“Con riferimento al dibattito in corso, non voglio entrare in polemiche personali che hanno il solo scopo di distrarre l’attenzione dal problema in discussione. Vorrei invece ribadire la posizione di Anitec e Confindustria Digitale”. Lo dichiara Cristiano Radaelli presidente Anitec e vice presidente Confindustria Digitale, in merito alla polemica sull’equo compenso.

“Sul tema del compenso per copia privata, dobbiamo analizzare l’evoluzione delle modalità con cui le persone fruiscono delle opere d’ingegno e, nel confronto con altri stati europei, valutare l’andamento dei singoli mercati di riferimento, i sistemi di imposizione fiscale e tributaria, il funzionamento delle diverse collecting societies e della distribuzione – spiega Radaelli -. Il cittadino oggi è propenso all’acquisto di contenuti protetti da diritto d’autore utilizzando piattaforme online di distribuzione di contenuti quali Spotify, Deezer o iTunes: tali contenuti possono essere utilizzati solo attraverso un profilo personale su un limitato numero di dispositivi. Parliamo, quindi, sempre meno di copie private ospitate effettivamente sui dispositivi, come potevamo invece fare sensatamente qualche anno fa”.

È cambiato, dunque, lo scenario e il modo di concepire i beni fruibili attraverso il web, come prodotti culturali ed è peraltro quanto fatto notare nei mesi scorsi anche dall’ex Commissario Europeo Antonio Vitorino, che ha analizzato la questione nel dettaglio su incarico della Commissione Europea.

Anche il report Ifpi (International Federation of the Phonographic Industry), che rappresenta 1300 aziende dell’industria fonografica a livello mondiale, ricorda come la vendita dei contenuti vadano affrontati con modelli innovativi.

“La nostra richiesta al Ministro Franceschini – conclude Radaelli – nelle sue decisioni, è di tenere conto di questo e approfondire congiuntamente la materia anche accedendo alle recenti ricerche per giungere alla migliore definizione del tema”.

Nei giorni scorsi Siae aveva voluto rispondere a Radaelli che puntava il dito contro gli aumenti per copia privata. Secondo il numero uno di Anitec questi aumenti avrebbero favorito al Siae, la quale – appunto – aveva chiarito che il compenso per copia privata era tutto destinato agli autori.