LA CRISI

Ericsson, gli azionisti chiedono la testa di Vestberg

Dopo la trimestrale deludente i due maggiori stakeholder del gruppo svedese spingono per un nuovo Ceo. Pochi i candidati disposti a prendere le redini del gruppo, ma tra i papabili spunta il danese Anders Runevad

21 Lug 2016

Patrizia Licata

Dopo la deludente trimestrale presentata nei giorni scorsi, i principali azionisti di Ericsson chiedono a gran voce un nuovo Ceo che sostituisca l’attuale numero uno Hans Vestberg, in carica da sei anni. Tuttavia al momento esiste una forte difficoltà nel reperire un successore affidabile, competente e disposto a prendere le redini del colosso tecnologico per rimetterlo sulla via della crescita. E’ quanto riporta il sito del quotidiano economico svedese Dagens Industri.

I principali azionisti di Ericsson sono Investor, holding fondata nel 1916 dalla famiglia svedese Wallenberg, e Industrivarden, uno dei maggiori asset manager svedesi. Questi due azionisti hanno un forte peso nel Cda perché detentori di azioni di tipo A con pluralità di diritti di voto (per i Wallenberg è il 21,5%, per Industrivarden, circa il 20%). Secondo quanto riporta Dagens Industri, le due parti sono d’accordo nel chiedere la sostituzione di Vestberg.

Tra i candidati papabili potrebbe esserci Anders Runevad, attualmente Ceo della danese Vestas (la più grande azienda al mondo delle turbine eoliche) ed ex vice Ceo di Sony Ericsson e capo di Ericsson in Europa centro-orientale. Tuttavia si tratta di ipotesi del mercato e non è detto che Ericsson abbia effettivamente sondato la disponibilità di Runevad. Anzi, non ci sarebbero candidati interni considerati adatti e ben pochi candidati esterni desiderano diventare Ceo di Ericsson in questo momento di difficoltà. E’ più probabile che Vestberg venga sostituito a fine anno, quando i nuovi tagli annunciati con la trimestrale avranno prodotto dei risultati e la situazione del gruppo apparirà più stabile.

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Nei giorni scorsi Ericsson ha pubblicato il report finanziario per il secondo trimestre 2016, con utile netto in calo 26% a 1,6 miliardi di corone svedesi (circa 168,96 milioni di euro), per il protrarsi della debolezza della domanda nella maggior parte dei mercati in cui opera (compresi i mercati emergenti, dove alcune economie sono in contrazione). In forte calo anche il fatturato: -10,9% a 54,1 miliardi di corone svedesi (5,71 miliardi di euro). Sulla scia di questi risultati, Ericsson ha annunciato che raddoppierà i risparmi sui costi operativi entro il 2017, riducendo soprattutto le spese per la ricerca e lo sviluppo e cercando di puntare su una nuova struttura aziendale.

Ericsson ha tagliato circa 4mila posti di lavoro nell’ultimo trimestre.