Ericsson-Jabil, fumata nera al Mise: i sindacati tentano la trattativa - CorCom

LA VERTENZA

Ericsson-Jabil, fumata nera al Mise: i sindacati tentano la trattativa

Indetta l’assemblea con i lavoratori di Marcianise per giovedì. Verrà chiesto il mandato ad aprire la discussione con le aziende. Il viceministro De Vincenti: “Ci sono le condizioni per il confronto”

24 Feb 2015

Antonello Salerno

Fumata nera al Mise durante l’incontro tra i sindacati, il viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, i rappresentanti del management di Ericsson e Jabil e il Comune di Marcianise. Sul tavolo, coordinato dal responsabile dell’unità di gestione delle crisi Giampiero Castano, c’era la cessione dello stabilimento di Marcianise dalla multinazionale svedese a quella americana. Le parti, a cui per il prossimo incontro si aggiungerà anche la Regione Campania, si sono aggiornate al 5 marzo.

Le posizioni durante la riunione, a quanto risulta a CorCom, non si sarebbero avvicinate: con le due aziende che non hanno fatto nessun passo indietro rispetto alla soluzione già individuata, e il Governo che ha tentato di mediare per arrivare a una soluzione che possa mettere d’accordo le esigenze delle società con quelle dei rappresentanti dei lavoratori.

Jabil – spiega in una nota il viceministro De Vincenti – sta elaborando un piano industriale volto all’ampliamento dei volumi produttivi, allargando il perimetro della committenza, piano che Ericsson ha dato la propria disponibilità a sostenere, per quanto di propria competenza. Ed Ericsson, peraltro, ha confermato la volontà di rimanere in Italia con i suoi centri di ricerca e progettazione e di attribuire al nostro Paese un ruolo trainante in Europa. Esistono le convinzioni per un confronto di merito tra le parti che abbia come bussola le garanzie produttive e quelle occupazionali”.

“Abbiamo registrato un positivo apprezzamento del progetto da parte del Governo e lo sforzo del sindacato per approfondire le opportunità che questa operazione rappresenta per lo stabilimento – commentano da Jabil – Siamo fiduciosi che già dalla prossima settimana si possa iniziare ad affrontare nel merito quali garanzie possono essere concordate per giungere a una conclusione dell’operazione nei tempi previsti che sia proficua per tutti”.

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Giovedì, intanto, i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm riuniranno in assemblea i lavoratori di Marcianise per illustrare loro la situazione e decidere insieme come procedere. Se da quella sede venisse fuori un mandato a trattare, allora il ministero potrebbe offrirsi da mediatore per rendere il passaggio il meno possibile traumatico per i lavoratori, con l’obiettivo di azzerare eventuali esuberi e riuscire a mettere nero su bianco le possibilità di sviluppo. Se invece si andasse alla rottura è molto più difficile prevedere le conseguenze, con Ericsson e Jabil da una parte che potrebbero decidere di proseguire per la loro strada, e i lavoratori dall’altra che metterebbero in atto le loro iniziative di mobilitazione e di protesta.

Nei giorni scorsi intanto il viceministro De Vincenti ha incontrato sia i vertici di Ericsson sia quelli di Jabil, per fare chiarezza sui piani industriali e sulle motivazioni che hanno condotto alla scelta del passaggio di mano dello stabilimento. Per domani, inoltre, è previsto l’incontro dei vertici di Ericsson e Jabil con l’assessore regionale al Lavoro della Campania Severino Nappi, che tenterà anche lui una mediazione.

La posizione dei sindacati è stata finora quella di contestare il piano industriale (“dove -affermano – non ci sono garanzie per i lavoratori. Sono previsti pochissimi investimenti e non ci sono certezze sulle attività di ricerca e sviluppo”), tentando di coinvolgere Mise e Governo per scongiurare eventuali esuberi.

In base all’intesa raggiunta tra Ericsson e Jabil lo stabilimento di Marcianise sarebbe destinato a rimanere “un sito fondamentale per il business ottico di Ericsson dal momento che continuerà a fornire i prodotti ottici ai clienti di tutto il mondo. Jabil – spiegavano le due aziende in una nota all’annuncio dell’operazione – si è impegnata a mantenere la propria attività produttiva in Italia ed è convinta che focalizzarsi sullo sviluppo di settori contigui all’Electronic Manufacturing Services (Ems) a maggior valore aggiunto rappresenti la giusta strategia per preservare la sostenibilità dei siti di Marcianise e per aprirsi a nuove opportunità di mercato. Il progetto di outsourcing consentirà a Jabil di ampliare la gamma di prodotti e servizi che attualmente è in grado di offrire, aumentando inoltre la competitività dei prodotti e le competenze”.