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HOT CONSUMER TRENDS 2016

Ericsson: lo smartphone sta “invecchiando”, si va verso l’intelligenza artificiale

Fra i 10 Hot Consumer trends 2016 c’è l’interazione sempre più spinta fra gli oggetti di uso quotidiano senza passare dal display del cellulare. “Un utente su due è convinto che di qui a cinque anni il telefonino apparterrà al passato”

17 Dic 2015

Mila Fiordalisi

L’intelligenza artificiale metterà fine all’era dello schermo. E un utente su due ritiene che di qui ai prossimi cinque anni lo smartphone farà parte del passato. Questa una delle stime messe nero su bianco nella quinta edizione del report annuale 10 Hot Consumer Trends 2016 a firma del ConsumerLab di Ericsson. I consumatori intervistati, che fanno capo agli italiani ”attivi” – ossia quelli connessi (circa 26 milioni) –, si sono espressi a favore della connessione degli ”oggetti” con cui interagiscono quotidianamente: il 67% vorrebbe connettere il sistema di allarme domestico, il 56% la Tv, il 48% l’automobile, il 38% la fotocamera, il 34% i contatori elettrici, il 33% l’aria condizionata, il 26% la lavatrice.

”Stiamo andando verso un mondo digitale e la riprova arriva dal comportamento dei consumatori ma anche delle aziende. E anche sul fronte PA si cominiciano a toccare con mano i primi risultati”, evidenzia Alessandra Rosa Ammaturo, Head of Marketing di Ericsson. “Il nuovo mondo digitale apre opportunità a tutti e la leva è rappresentata in primis dalla connettività. Per noi di Ericsson la società connessa è parte fondamentale della vision e si articola sui tre pilastri della mobilità, della banda larga e del cloud. E il confine fra il digitale e reale è sempre più sfumato”. Lo studio indica inoltre che poiché l’adozione delle tecnologie di rete diventa sempre più veloce, il loro utilizzo da parte del mercato di massa diventa prassi in tempi più rapidi. Di conseguenza, si riduce il periodo di tempo in cui gli early adopter riescono ad influenzare gli altri consumatori.

”La progressiva diffusione del digitale sta inoltre favorendo l’inclusione sociale – evidenzia Giovanni Zappelli, responsabile delle attività Ericsson Consumer Lab nella Regione Mediterranea -. Grazie al digitale si rende possibile l’accesso a una pletora di servizi da una parte sempre più crescente della popolazione”. Dalla casa connessa agli “internables” (sensori “iniettati” nel corpo umano), passando per la realtà virtuale e l’esplosione dei video: i trend per il 2016 sono tutti fortemente votati all’innovazione più avanzata. “I video avranno un impatto sempre più crescente – aggiunge Zappelli -. In Italia l’avvento di Netflix contribuirà ad accelerare la crescita. Poi c’è tutto il tema smart home, che sta diventando sempre più importante. Fra i principali trend anche quello degli smart commuters, ossia l’uso di sensori per migliorare il trasporto urbano”. Last but not least il tema della cybersecurity che sta prendendo sempre più piede: “Aumenta il livello di consapevolezza sulla security – conclude Zappelli -.soprattutto relativamente ai dispositivi mobili”.

I 10 hot consumer trends 2016

1. The Lifestyle Network Effect. Quattro persone su cinque sono ora consapevoli del fatto che i benefici generati dall’utilizzo di servizi online sono maggiori nel momento in cui più persone li utilizzano. A livello globale il 34% dei consumatori aderisce già a varie forme di sharing economy. In Italia la percentuale sale al 37%, mentre sono due italiani su tre (67%) le persone attive su più di un social network. Tra i servizi maggiormente utilizzati dagli italiani abbiamo la condivisione di una stanza o di un appartamento (in media 17%), di abbigliamento (13%) e il bike/car sharing (6%).

2. I nativi digitali preferiscono lo streaming (Streaming Natives). I teenager guardano più contenuti video su YouTube di ogni altra fascia di età. Il 46% degli adolescenti, tra i 16 e i 19 anni, trascorre 1 ora o più al giorno davanti a YouTube. In Italia il 45% del totale del tempo speso per vedere contenuti video è su dispositivi mobili come smartphone, tablet o laptop, percentuale che arriva fino al 60% nel caso dei teenager.

3. L’intelligenza artificiale mette fine all’era dello schermo (AI Ends the Screen Age). L’intelligenza artificiale permetterà di interagire con gli oggetti senza passare dallo schermo di uno smartphone. Un utente su due ritiene che lo smartphone apparterrà al passato nel giro dei prossimi cinque anni. Gli italiani sono desiderosi di connettere gli oggetti con cui interagiscono quotidianamente: il 67% vorrebbe connettere il sistema di allarme domestico, il 56% la Tv, il 48% l’automobile, il 38% la fotocamera, il 34% i contatori elettrici, il 33% l’aria condizionata, il 26% la lavatrice.

4. Il virtuale diventa reale (Virtual Gets Real). I consumatori desiderano integrare tecnologie di realtà virtuale nelle loro attività quotidiane, come guardare sport o fare video chiamate. Il 44% desidera persino stampare il proprio cibo. In Italia il digitale è sempre più importante nelle nostre vite, soprattutto in determinate attività. Ad esempio per quanto riguarda la ricerca di prodotti il 57% di persone ricorre più all’online che all’offline, mentre sono il 20% coloro che preferiscono servizi digitali rispetto ad una telefonata per prenotare un taxi.

5. Le pareti delle case si arricchiscono di sensori (Sensing Homes). Il 55% dei possessori di uno smartphone ritiene che, entro i prossimi cinque anni, i mattoni utilizzati per costruire le case potrebbero contenere sensori in grado di monitorare la muffa, le perdite e i problemi elettrici. Di conseguenza il concetto di case intelligenti potrebbe aver bisogno di essere ripensato.

6. I pendolari sono sempre più smart (Smart Commuters). I pendolari vogliono usare il loro tempo in maniera significativa e non sentirsi come oggetti passivi in transito. L’86% vorrebbe usare servizi personalizzati se fossero disponibili durante le loro trasferte. In Italia, il 60% dei pendolari accede a servizi internet durante gli spostamenti in città. In questi frangenti il 47% si ritiene soddisfatto dei servizi di Instant Messaging, il 42% della navigazione web, il 31% delle videochiamate, il 27% dei servizi di video streaming.

7. Chat per le emergenze (Emergency Chat). I social network possono diventare il modo migliore per contattare i servizi di emergenza. Sei consumatori su dieci sono inoltre interessati ad avere un’app che li possa informare sui disastri e sulle emergenze.

8. Internables. Sensori interni al nostro corpo che misurano il benessere fisico delle persone potrebbero diventare i nuovi wearables. Otto consumatori su dieci vorrebbero usare la tecnologia per migliorare le percezioni sensoriali e le capacità cognitive come la vista, la memoria e l’udito.

9. Tutto può essere preso di mira dagli hacker (Everything Gets Hacked). La maggior parte degli utenti smartphone crede che gli attacchi informatici continueranno ad essere un problema. Come effetto collaterale positivo, un utente su cinque dichiara di avere maggiore fiducia in un’organizzazione che ha subito un attacco hacker ma che ha poi risolto il problema.

10. I Netizen diventano i nuovi giornalisti (Netizen Journalists). I consumatori condividono più informazioni che mai e credono che questo possa aumentare la loro influenza sulla società. Più di un terzo crede che denunciare online un’azienda per corruzione abbia maggiore impatto che andare dalla polizia.

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