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LA VERTENZA

Esuberi Nokia Alcatel-Lucent, il Mise convoca i sindacati

L’incontro sul taglio annunciato dall’azienda di 219 dipendenti in Italia è stato fissato per il 27 aprile. Fiom, Fim e UIlm: “Impedire la dispersione di competenze preziose per il Paese”

08 Apr 2016

Antonello Salerno

L’incontro tra Mise e sindacati sulla vertenza Nokia Alcatel-Lucent è stato fissato per mercoledì 27 aprile alle 15 presso la sede del ministero dello Sviluppo economico di via Molise, a Roma. La multinazionale, a pochi mesi dalla fusione tra la casa finlandese e la multinazionale franco statunitense, ha annunciato nei giorni scorsi il proprio “piano di trasformazione globale” che prevede 219 esuberi sui circa 1.400 dipendenti in Italia e 4mila posti da tagliare in tutta Europa, su una forza lavoro di circa 34mila persone in Europa.

La lettera di convocazione, firmata da Giampiero Castano, responsabile dell’unità gestione delle crisi del Mise, è indirizzata alle sigle sindacali dei metalmeccanici e delle comunicazioni, quindi Fiom e Slc per la Cgil, Fim e Fistel per la Cisl, Uilm e Uilcom per la Uil.

Nel chiedere la convocazione dell’incontro, Roberta Turi (Fiom Cgil), Giuseppe Ricci (Fim Cisl) e Luca Maria Colonna (Uilm) evidenziavano in una lettera al ministero di voler evitare che le scelte dell’azienda “abbiano un impatto traumatico sull’occupazione”, e “per impedire che tale riorganizzazione produca, ancora una volta, la dispersione di competenze preziose per l’Italia, che sta portando avanti un piano nazionale che prevede investimenti importanti per la diffusione della banda ultralarga e la digitalizzazione del Paese“.

Nell’annunciare il piano l’azienda aveva sottolineato come, in seguito al takeover che risale a gennaio, la strategia di Nokia sia orientata a conseguire 900 milioni di euro di risparmi entro il 2018, ad adeguare la propria struttura costi alle difficili condizioni di mercato e investire in programmi di ricerca e sviluppo orientati alle tecnologie del futuro quali 5G , Cloud e Internet of Things (IoT).

Secondo le indiscrezioni circolate a ridosso dell’annuncio del piano i tagli in tutto il mondo potrebbero riguardare tra i 10 e i 15 mila dipendenti.

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