Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

OSSERVATORIO EVM

Evm: crescono gli addetti dell’Ict ma è allarme skill shortage

Secondo le rilevazione dello European Vacancy Monitor le nuove tecnologie consentono di rilanciare il mercato. Ma in Europa cresce la disaffezione dei giovani per l’informatica. Il rischio è trovarsi a corto di professionisti

11 Nov 2013

Patrizia Licata

Continua a crescere l’occupazione nel settore dell’information and communications technology (Ict) in Europa, ma è un trend che va coltivato, incoraggiando i giovani a intraprendere studi tecnici all’università. La nuova edizione dello European vacancy monitor (Evm) registra un incremento del 2% nel numero di addetti nelle Ict in 26 Paesi Ue (esclusi Irlanda e Croazia) tra il 2011 e il 2012 e mette in luce l’importanza di questo settore come fonte di posti di lavoro, soprattutto per i giovani, ma evidenzia anche il preoccupante calo nel numero di studenti di informatica nelle università, un fenomeno che rischia di produrre in Europa una grave carenza di professionisti dell’Ict.

A fronte di una stagnazione nel numero complessivo di offerte di lavoro nel primo trimestre del 2013 e di una flessione del 2% delle assunzioni nell’Europa dei 27 fra il primo trimestre del 2012 e il primo del 2013, gli sviluppatori di software e di applicazioni e gli analisti restano tra le professioni più richieste: nella classifica dei 25 lavori con il più alto tasso di crescita queste figure si collocano nelle posizioni top, precedute solo dagli insegnanti delle scuole primarie e dai manager dei business services.

“Questo studio rafforza il nostro impegno a sostenere la digital economy e l’affinamento delle competenze digitali. Come ha sottolineato l’ultimo Consiglio europeo, sono necessari nuovi investimenti in infrastrutture digitali così come istruzione e formazione per colmare le future carenze di personale Ict“, commenta il Commissario responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, Laszlo Andor.

L’Evm sottolinea che in molti Paesi europei i posti di lavoro nell’Ict sono una fonte primaria di occupazione per i giovani. In Lettonia, Malta, Estonia, Bulgaria, Slovacchia, Cipro, Romania, Polonia e Austria più di un impiegato su tre nelle Ict ha tra i 15 e i 29 anni, una percentuale molto più alta della media dell’Ue (18% tra i lavoratori laureati dell‘Ict ha meno di 30 anni).

Al tempo stesso, il numero di studenti che segue corsi di informatica all’università continua a scendere ed è passato dal 5 al 4% del totale degli studenti ai livelli più alti del sistema scolastico ta il 2004 e il 2011, secondo dati Eurostat. Per la Commissione europea occorre spingere i giovani a intraprendere gli studi nelle materie hitech e incoraggiare anche le donne a seguire la carriera dell’Ict, visto che meno di un lavoratore su cinque in questo settore è donna nel 2012 nell’Europa del 27.