L’ANNUNCIO

Exor, John Elkann: “Puntiamo a 100 startup, nuovi investimenti”

Già 70 le realtà “a bordo” per un controvalore di 1 miliardo di fondi. “In Italia c’è un’accelerazione, grazie alla convergenza tra capacità imprenditoriali e tecniche”

30 Set 2022

A. S.

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Negli ultimi cinque anni Exor ha investito un miliardo di euro in 70 startup innovative, e ha intenzione per il futuro di aumentare il proprio impegno in questo settore, arrivando a sostenere i progetti di 100 startup. Ad annunciarlo è John Elkann, amministratore delegato della holding e presidente del colosso automobilistico Stellantis, durante l’Italian Tech Week a Torino. L’occasione per l’annuncio è stata l’incontro cn Patrick Collison, ceo di Stripe, la startup specializzata in soluzioni tecnologiche applicate al campo dei pagamenti elettronici.

Investiamo 150mila euro in due nuove società a settimana – spiega Elkann – c’è una accelerazione nell’innovazione in Italia. Nel nostro Paese c’è sempre stata una elevata capacità imprenditoriale e una elevata capacità tecnica. In passato non sempre c’era convergenza tra queste due capacità, mentre oggi c’è. Se le capacità ci sono, le opportunità si creano e i capitali arrivano”.

Quanto poi all’ecosistema europeo, “Basta lamentele sull’Europa – prosegue – non è vero che è arretrata. Oggi c’è un ventaglio di opportunità fantastiche. Cinque delle dieci migliori università del mondo sono in Europa, abbiamo persone ambiziose”.

“Dobbiamo concentrarci sulle nostre possibilità, altrimenti ci autolimitiamo – aggiunge – Noi abbiamo un forte legame con la nostra città natale, manteniamo le nostre radici. Le radici ci danno la forza per uscire nel mondo”.

Quanto a Stellantis, “è giovane, ha due anni, ma ha una storia a cavallo di tre secoli – conclude – La nostra storia è una ricerca costante di innovazione, le aziende che durano sono quelle in grado di guardare al futuro“.

A confermare il ruolo centrale dell’Europa nel campo dell’innovazione è anche Collison: “Sette delle più grandi società di software sono state fondate negli ultimi cinque anni – sottolinea – il tasso di creazione di unicorni sta crescendo. Si sta recuperando il terreno perduto rispetto agli Usa”.

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