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Expo 2015, Arnone: “Sarà il primo all digital della storia”

Parla il direttore Innovazione tecnologica: “Servizi e infrastrutture all’avanguardia per garantire ai visitatori un’esperienza unica e lasciare a Milano una grande eredità”

05 Nov 2014

Domenico Aliperto

La cosa incoraggiante è che quando si chiede a Guido Arnone, direttore Innovazione tecnologica e digital di Expo 2015, sotto quali profili la manifestazione darà il meglio di sé, il suo primo pensiero non va alla tecnologia. “Saranno i visitatori e i Paesi partecipanti a dire se l’Expo sarà o meno un successo, non noi che lo stiamo facendo – spiega il manager -. Quel che posso dire è che non si era mai registrata un’adesione così alta a un’Esposizione universale. E l’elemento veramente innovativo di questa edizione è l’accesso democratico garantito a tutte le nazioni ospiti. Questo grazie all’affaccio di ciascun padiglione sul decumano e all’aggregazione in cluster su temi specifici, rispetto ai quali anche un Paese in via di sviluppo può esprimere la propria eccellenza”. Nella convinzione che l’innovazione non sia qualcosa di fine a se stessa, ma uno strumento per mettere in moto creatività, opportunità di business, trasformazioni sociali ed economiche, è incoraggiante sapere al servizio di cosa verranno messe le nuove tecnologie durante l’Expo.
Avremo la smart city che tutti si aspettano?
I segnali sono positivi: all’iniziativa ha aderito un elevato numero di partner, ognuno con competenze specifiche e tutte complementari. La quantità di investimenti privati ammonta a oltre 350 milioni e per buona parte sono contributi “in natura” indirizzati all’infrastruttura della smart city e a tutto ciò che la farà funzionare: reti, data center, applicativi per l’organizzazione e gli utenti, strumenti dedicati all’intrattenimento dei visitatori, digital smart guide, sistemi di pagamento elettronico. Servizi che stiamo già mettendo a disposizione del pubblico, anticipando molte delle soluzioni di Expo 2015. Penso per esempio alle isole digitali e ai totem interattivi, ma anche al sistema E015 nella sua interezza. Il semestre non servirà per testare questi servizi, ma per erogarli ai visitatori.
Qual è la priorità che vi siete dati nel progettare i servizi? Educare i visitatori o accoglierli?
Tutte e due le componenti sono rilevanti. Ogni Expo riflette i tempi in cui si svolge. Expo 2015 riflette il mondo digitale e le aspettative sono quelle di chi è abituato a utilizzare lo smartphone quotidianamente. Diciamo che domanda e offerta di servizi si incontrano, mentre a Shanghai, che pure affrontava in maniera diretta il tema della città, un tale equilibrio non fu possibile, perché le tecnologie non erano ancora disponibili sul mercato di massa. Questo sarà il primo Expo veramente digitale.
Quali saranno le prossime evoluzioni?
L’evoluzione segue il progressivo avvicinamento all’evento: rispetto all’online, all’inizio dovevamo creare attrazione verso i contenuti dell’Expo, puntando su una grafica innovativa, e prediligendo non solo il coinvolgimento ma anche l’approfondimento. Si è poi passati a una fase di conversione, per tradurre quell’interesse nella volontà di acquistare il biglietto. Abbiamo così sfruttato le tecnologie e la loro capacità di ingaggio per elaborare un’offerta rappresentativa di tutto il territorio. Al portale di comunicazione hanno fatto seguito una serie di progetti sia per i business partner come Extended Expo presentato allo Smau a Milano (vetrina tecnologica virtuale creata da Telecom Italia che fornisce un panorama globale sulle soluzioni Ict sviluppate per la manifestazione, ndr) sia per i visitatori, come il ricettario con piatti e tradizioni culinarie di tutto il mondo e il magazine Exponet, che hanno debuttato online nei giorni scorsi.
Parliamo delle app: oltre a quella ufficiale sviluppata con Accenture intendete creare uno store ad hoc?
Con Samsung abbiamo creato un container, che accoglie e accoglierà applicativi rilevanti per i visitatori, dall’infomobilità al lifestyle. L’hub è già presente sullo store Samsung, e sarà preinstallato sugli smartphone del produttore coreano.
Quale eredità la manifestazione lascerà al territorio?
Credo ci siano due aspetti: innanzitutto una serie di soluzioni innovative integrate con i servizi di Milano attraverso l’ecosistema E015. E poi le best practice sulla creazione di servizi e infrastrutture tecnologiche nate dalla collaborazione tra pubblico e privato. Si tratta di un modello inedito che secondo me risulterà fondamentale in futuro per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

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