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Facebook Live, piace alle Tv Usa: ma dove sono le revenue?

Sempre più video in diretta postati sulla piattaforma grazie ai partner del mondo dei media: la platea sconfinata del social è un’occasione da non perdere. Ma Mark Zuckerberg deve spiegare come intende generare profitti e spartire i guadagni

31 Mar 2016

Patrizia Licata

Due mesi fa Facebook ha lanciato un nuovo prodotto sulla sua piattaforma, Facebook Live, dando la possibilità alle aziende dei media di pubblicare sul social network numero uno al mondo i loro video in diretta. Un’opzione già sfruttata da molti canali televisivi americani, dalle previsioni meteo di WSB-Tv alle notizie sui divi dello spettacolo prodotte da E! ai notiziari di TMZ. Facebook Live sembra dare risposta alle esigenze chiave delle aziende tradizionali: attrarre pubblico per i loro video in diretta, raggiungere le persone sui dispositivi mobili e trarre il massimo dalla sconfinata audience di Facebook (1,6 miliardi di utenti). Resta però un importante un nodo da sciogliere: come ricavare profitti dalla diffusione dei video su Facebook?

Il servizio Facebook Live rappresenta anche per Mark Zuckerberg un’alta priorità, uno dei progetti di punta cui sono dedicate importanti risorse, svela il New York Times, un modo per spostare l’attività sul social network dal semplice “parlare” dei programmi Tv e degli eventi in diretta al “trasmetterli”. Non a caso, Facebook dovrebbe annunciare una suite di nuove funzionalità per questo prodotto – e nuovi partner del mondo dei media – a inizio aprile e poi nel corso dell’F8, la sua conferenza per sviluppatori a San Francisco in programma alla fine del mese prossimo.

Le aziende dei media, tuttavia, (che guardano con grande interesse anche a un altro prodotto di Facebook, la pubblicazione di articoli e notizie nella bacheca), si chiedono in che modo Facebook garantirà loro una fonte di guadagno. Pubblicità, abbonamenti, pagamento per singoli eventi? Facebook è ben disposta a incontrare e confrontarsi con le aziende dei media, ma finora è rimasta molto vaga in merito ai modelli di revenue sharing o di abbonamento. La sua strategia sarebbe quella del “build-first, make-money-later” e i partner del mondo di media, che vorrebbero vedere i soldi subito, non sono per niente contenti, visti i grandi investimenti necessari per produrre video originali per le loro pagine Facebook.

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Essere presenti su Facebook è un must – su questo punto le aziende dei media non hanno dubbi, attratte non solo dalla vastissima platea ma dalla possibilità di recuperare qualche forma di controllo sul flusso di news del social network. Facebook Live, infatti, permette di mostrare i video delle emittenti in posizione di rilievo nelle bacheche e notifica gli utenti tramite app mobile quando gli “amici” e le pagine che a loro “piacciono” trasmettono un video. Tra l’altro si tratta di video finora postati tramite una app di Facebook o device mobile ma presto, anticipa il New York Times, le emittenti potranno crearli con le loro attrezzature professionali in studio, garantendo migliore qualità.

Questo aiuterà Facebook a competere con Periscope di Twitter, la app che ha già reso molto popolare il live streaming su mobile e che è in rapida crescita. Nell’arena sta per entrare anche YouTube, il numero uno dei siti di online video, che starebbe creando la sua app mobile per il live video, come riportato da VentureBeat. I numeri sono dalla parte di Facebook per il potenziale bacino di utenti, ma occorrerà che Mark Zuckerberg spieghi meglio come intende remunerare i suoi partner dell’industria dei media.