LA SVOLTA

Facebook “scompare” da Wall Street. Scatta l’era Meta

Il cambio di nome in Borsa dopo il rebranding di ottobre. Passaggio formale ma anche fondamentale per la sfida del metaverso, su cui mercati e investitori non sembrano però ancora pronti a scommettere

10 Giu 2022

Domenico Aliperto

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Ieri si è chiusa definitivamente un’era: il ticker Facebook ha lasciato in borsa il posto al nuovo simbolo Meta. Dopo un decennio di trading sotto l’egida del social network che le ha dato fama e ricchezza, la società di Mark Zuckerberg ora si presenta ai mercati sventolando il vessillo della prossima scommessa di Menlo Park, il metaverso.

Un passaggio formale (fino a un certo punto)

La mossa, un passo obbligato e sulla carta una pura formalità dopo la decisione di cambiare il marchio e il nome del gruppo nell’ottobre 2021, rappresenta di fatto una grossa discontinuità non solo per l’azienda, ma anche per il mercato e gli investitori, che ora non potranno più ignorare il fatto che i denari puntati sulla piattaforma serviranno prima di ogni altra cosa ad alimentare il sogno di Zuckerberg di dar vita al nuovo ambiente virtuale e interattivo.

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Certo, rimarranno le attività dedicate ai quasi tre miliardi di utenti mensili di Facebook, senza contare il business basato su social media di larghissima diffusione come Instagram e Whatsapp. Ma ora è stato messo nero su bianco che il focus del gruppo, la destinazione dei miliardi di dollari pompati mensilmente in ricerca e sviluppo, sarà l’idea – al momento ancora acerba – di creare spazi virtuali in cui gli utenti possano lavorare, socializzare e giocare grazie a dispositivi – anch’essi ancora da realizzare – dotati di funzionalità innovative che fungeranno da punti di accesso al famigerato metaverso.

L’andamento dei titoli che seguono il metaverso

Il timore di alcuni osservatori è che la nuova denominazione del gruppo in borsa subisca l’effetto traino di un comparto – quello appunto a cui fanno capo le varie imprese impegnate sul fronte del metaverso – che per il momento non sta brillando. Anzi. Il Roundhill Ball Metaverse Etf, il principale tra i fondi negoziati sul mercato che puntano a cavalcare il trend, registra da inizio anno perdite del 39%. Si possono citare pure le performance di Nvidia e Roblox, entrambe attive sostenitrici dello sviluppo del metaverso, che hanno subito tracolli rispettivamente del 44 e del 76% rispetto ai loro picchi. Senza naturalmente dimenticare il fatto che il valore delle stesse azioni di Meta, a ridosso del momento in cui è stato annunciato il nuovo corso e in concomitanza (ma anche a causa del primo calo di utenti di Facebook e delle battaglie legali su cui è impegnato il gruppo), stia perdendo nella prima metà del 2022 il 42%.

C’è però, tra gli analisti, chi non si scompone affatto. “Le aziende che cambiano nome ufficiale e ticker di solito cercano di segnalare che c’è stato un cambiamento fondamentale nel modello di business sottostante”, ha commentato parlando con Reuters Art Hogan, chief market strategist di National Securities a New York. “In questo caso non sono sicuro che il cambio di nome comporti davvero una grande differenza. Io personalmente la chiamo ancora Facebook”.

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