La guerra delle fake news: fuoco incrociato Grillo-Mentana - CorCom

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La guerra delle fake news: fuoco incrociato Grillo-Mentana

Il leader del M5S sul suo blog scatenato contro tg e giornali “fabbricatori di notizie false per mantenere il potere a chi lo detiene”. Il direttore del Tg La7: “Offesa insanabile. Ne risponderà in Tribunale”

03 Gen 2017

Andrea Frollà

Le fake news diventano un caso politico ancor più infuocato. A lanciare il sasso nello stagno è il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che con un lungo articolo sul proprio blog attacca i giornali e i tg definendoli “i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene”.

Così nel dibattito sulle bufale diffuse online, su cui si sono espressi pubblicamente nei giorni scorsi il ministro della giustizia Andrea Orlando, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, interviene a gamba tesa il numero uno del movimento pentastellato, senza risparmiare nessuno. “Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno – scrive Grillo -. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su Internet”.

Secondo il leader M5S i grandi responsabili della diffusione delle fake news sono giornali e tg. “Sono le loro notizie che devono essere controllate”, sostiene Grillo che propone “una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media” con tanto di meccanismo di selezione e decisione già messo a punto. “Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali – spiega il leader -. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa”.

Un duro attacco all’informazione italiana che ha scatenato la pronta reazione di Enrico Mentana, direttore del telegiornale di La7: “In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato – scrive Mentana in un post su Facebook -. Fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile”.

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