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Fare il biglietto del treno online? Può quadruplicare i costi

Sul sito di Trenitalia tariffe differenziate a seconda delle modalità operative selezionate. Un bel grattacapo. La nuova versione della piattaforma ha risolto alcune criticità ma ne ha inserite di nuove. La domanda è: perché non testare prima il funzionamento?

Pubblicato il 03 Apr 2015

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Fare il biglietto del treno online? Può quadruplicare i costi

Premessa: da bulimico fruitore dei servizi Fs riconosco che la ricetta Moretti è stata altamente benefica. Il Paese è oggi dotato di una rete che assomiglia abbastanza all’alta velocità, non è vero che i regionali sono tutti disastrati o in ritardo o sovraffollati: molte inefficienze dipendono dalla programmazione dei servizi delle Regioni. Le stazioni stanno cambiando e diventano un luogo di incontro, di attività commerciali e di servizi, nonostante l’accidia dei comuni interessati (Bologna, Roma, Milano, Torino) che non hanno capito che esse sono i baricentri della mobilità urbana. A Stazione Termini (Roma) non dico che il livello binari e il livello -1 siano il paradiso, perché c’è comunque un bel po’ di purgatorio, ma certamente nei gironi inferiori, quelli della metro per intenderci, siamo all’inferno anche sotto il profilo della sicurezza: il sottodimensionamento delle entrate e delle uscite è aggravato da una segnaletica lacunosa e dal malfunzionamento sistemico delle scale mobili.

Riconosco anche che l’attuale bigliettazione di Trenitalia tra internet, telefono, macchinette automatiche, biglietterie e agenzie (comprese le edicole) è molto efficace. Ma veniamo al nuovo sito www.trenitalia.com.

È vero che il vecchio sito aveva diversi problemi, tra cui la continua perdita di informazioni quando facevi uno step indietro e una insopportabile rigidità nel riconoscimento del nome delle stazioni (ad esempio S. Donà di Piave era un incubo tra punti, accenti, maiuscole, minuscole, spazi vuoti). Quest’ultima rigidità è superata nel nuovo sito, ma la funzionalità bigliettazione è peggiorata, infrangendo la soglia di sopportazione del sapiens sapiens e figuriamoci del sapiens digitalis.

Un esempio? Accedo alle ore 8-9 del 13/3/2015, per un viaggio Venezia S. Lucia-Torino Porta Susa per il 2 aprile in seconda. Posso prendere il treno delle 10.50 con cambio a Milano (frecciargento+frecciarossa) e arrivare a Torino in 4,05 ore per 56,50 euro. Vado a vedere i prezzi delle singole tratte e scopro che la tariffa migliore tale non è: con la carta argento spendo 6 euro di meno. Mi profilo, entrando nell’area riservata, inserisco il numero della carta argento. Il sito mi fa accedere e risalgo a 57,40 euro. Opto per ricerca avanzata, ma mi si informa che il sistema ha un temporaneo malfunzionamento. Mi si rinvia al sito orario.trenitalia.com e il biglietto sale a 67,50 euro. Insomma: 4 prezzi diversi per lo stesso treno e la stessa classe!

Viene utile una classica ricetta per il web avanzato: cambiare solo ciò che non funziona e aggiungere solo servizi utili; testare lungamente e con calma assaggiare prima, durante e dopo; poi, cimicibus remotis (fatto il debug), servire online.

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