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Fatturazione elettronica. Abi: “Il governo sblocchi l’impasse legislativa”

L’associazione chiede che sia completato l’iter normativo per la dematerializzazione dei documenti. Il dg Sabatini: “La partita può valere fino a 4 punti di Pil e per la sola PA risparmi per tre miliardi di euro l’anno”

03 Dic 2010

"La piena diffusione della fattura elettronica comporterà
minori costi per il Paese stimati tra 10 e 60 miliardi di euro
l'anno, pari ad una quota di Pil tra l’1% e il 4%. Anche per
questo è importante favorire la maggiore diffusione di questo
strumento che, se adottato in modo capillare, può far risparmiare
alla sola Pubblica Amministrazione circa 3 miliardi di euro
l'anno e altrettanto ai fornitori della PA". Lo ha detto
oggi il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, aprendo
la seconda giornata di lavori del convegno "Corporate banking
e fattura elettronica: i servizi a valore aggiunto per imprese e
pubblica amministrazione", organizzato da Abi col Consorzio
Cbi.

Nel corso dell'incontro si è fatto il punto sullo stato di
implementazione nazionale e internazionale della fattura
elettronica e sulle principali iniziative, già avviate in Europa e
in corso d'adozione anche in Italia, per supportare
l'informatizzazione e la dematerializzazione di processi e
documenti.

Ogni anno in Europa circolano 32 miliardi di fatture e di queste
solo il 5% sono elettroniche. Recentemente il livello di adozione
di questo strumento è cresciuto sensibilmente: tra il 2008 e il
2009 la fatturazione elettronica è aumentata in media del 41%.
"Per proseguire in questa direzione – ha aggiunto Sabatini –
è importante completare prima possibile l'iter legislativo
avviato con la Finanziaria 2008, che ha stabilito l'obbligo di
fatturazione elettronica per gli operatori che lavorano con
Amministrazioni ed enti pubblici, ed il primo Decreto Attuativo.
Solo l'emanazione del secondo Decreto Attuativo fornirà le
indicazioni definitive sui tempi e le modalità tecniche per lo
scambio di fatture elettroniche tra imprese e Pubbliche
Amministrazioni".

La dematerializzazione dei documenti ed il passaggio alla fattura
elettronica significa non solo diminuire del 60%-90% i costi di
gestione a carico di imprese e PA, ma anche ridurre sensibilmente
l'utilizzo di carta e le emissioni di anidride carbonica.
Secondo i dati della Commissione Europea sarebbe sufficiente
aumentare dell’1% l'uso della fattura elettronica per evitare
l'abbattimento di circa 800 mila alberi. L'adozione
complessiva di questo strumento, invece, consentirebbe di ridurre
di oltre 3 milioni di tonnellate l'emissione annuale di C02 in
Europa.