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I CONVEGNI DI CORCOM

Fatturazione elettronica, i player: “Bene così, adesso servono nuove innovazioni”

La PA si dice pronta per l’appuntamento del 31 marzo, quando la fatturazione elettronica riguarderà anche le amministrazioni locali. Ma occorre assistere le pmi sul cammino del digitale e replicare il successo ad altri settori

12 Dic 2014

Patrizia Licata

Fatturazione elettronica: una vista dal campo, stato dell’arte e prospettive sono stati al centro della seconda tavola rotonda, moderata da Gildo Campesato, direttore CorCom, nell’ambito del convegno “Fatturazione Elettronica: priorità politica e opportunità verso il cammino digitale del Paese” organizzato da CorCom.

Antonella Damiotti, Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato: “La RGS ha realizzato e messo a disposizione delle singole amministrazioni, a partire dal 2002, un sistema informativo di contabilità, Sicoge, che ha automatizzato la gestione della contabilità finanziaria delle amministrazioni attraverso tutte le fasi di predisposizione e gestione del bilancio ed emissione degli atti di spesa da sottoporre al riscontro e alla verifica di legalità da parte delle Ragionerie competenti. Nel dicembre 2007 Sicoge si è arricchito di nuove funzionalità relative alle registrazioni di contabilità economico-patrimoniale-analitico. Questo sistema di contabilità della Ragioneria riguarda tutti i suoi uffici centrali e periferici in Italia, quindi anche prefetture, tribunali, procure, carceri, ecc., e qui abbiamo implementato la gestione della fatturazione elettronica e il rapporto col Sistema di interscambio. Il bilancio è molto positivo: abbiamo gestito 420.000 fatture. L’avvio del 6 giugno ci preoccupava ma le amministrazioni hanno fatto bene, gestito le relazioni con i fornitori, adeguato uffici e funzionari e i numeri delle fatture ricevute continuano a crescere: siamo pronti per l’appuntamento del 31 marzo. Per chi non può usufruire del Sicoge ci sono comunque altri sistemi, l’importante è censire gli uffici, nominare responsabili per i progetti, relazionarsi con gli uffici acquisti e con i fornitori, comunicare in modo corretto e tempestivo i codici dell’ufficio da mettere in fattura”.

Simona David, Responsabile dell’ufficio Business e Operation del Consorzio CBI: “Core business e mission del consorzio CBI è definire regole tecniche per consentire l’interoperabilità dell’industria bancaria verso la clientela finale nella gestione documentale e anche nella fatturazione elettronica, un ambito nel quale lavoriamo da anni in primis sul mercato B2B. La fatturazione è parte dell’offerta delle banche alla clientela e i servizi di riconciliazione o conservazione sono fondamentali in ottica digializzazione. La fattura verso la PA è un servizio chiave del Consorzio CBI che ha anche definito un modello architetturale che permetterà la trasmissione, e quindi l’emissione, delle fatture elettroniche verso le PA attraverso la rete CBI. Le banche possono essere un partner importante nell’attuazione della digitalizzazione, per esempio con il servizio di certificazione dei crediti”.

Gerardo De Caro, DC Amministrazione, pianificazione e controllo Ufficio Fatturazione elettronica PA, Agenzia delle Entrate: “Il Sistema di interscambio è semplice in sè, ma complesso per l’eterogeneità degli interlocutori: sono tanti i canali da cui vengono ricevute le fatture; inoltre il sistema effettua un controllo sui files inviati e gestisce le notifiche sulle trasmissioni (i messaggi di ritorno). Tra i vari canali di invio, il più usato è la PEC (intorno al 55%), seguito dai web services (quasi il 25%, da partedi imprese orientate verso l’automatizzazione tutto processo). il Sistema di interscambio dal 6 giugno al 10 dicembre ha gestito più di 1 milione 650mila files fattura, i file scartati sono poco più del 19% e sono in diminuzione. L’invio di files aumenta: nei primi dieci giorni di dicembre sono stati ricevuti quasi 170.000 files fattura”.

Mario Altavilla, Area Semplificazione, Servizi Digitali e Legalità, Unioncamere: “Il mercato si è organizzato e le imprese possono accedere a diversi servizi per la fatturazione elettronica; anche la PA sta facendo la sua parte nel rendere il servizio efficiente. Tuttavia c’è un fondo di verità quando le imprese si lamentano che si tratta di un nuovo adempimento, perché non hanno avuto scelta, l’adozione è stata obbligata. Ora tocca a noi far capire che dietro l’obbligo c’è l’opportunità. Sicuamente è un buon inizio per digitalizzare il Paese ma le imprese vanno assistite nel cammino del digitale. Noi cerchiamo di fare informazione soprattutto verso le imprese molto piccole che fatturano saltuariamente alla PA e con le Camere di Commercio abbiamo messo a disposizione delle piccole e medie imprese un servizio online gratuito per compilare, trasmettere e conservare a norma le fatture elettroniche verso la Pubblica amministrazione. Per eliminare il lato oscuro della fatturazione elettronica dobbiamo far capire agli imprenditori che questa operazione di inclusione digitale pubblica permette di passare ad altre esperienze di innovazione che portano benefici”.

Francesco Loriga, Amministratore Unico, LAIT: “Siamo leader nella fatturazione elettronica perché abbiamo cominciato a lavorarci già con una piattaforma che gestisce i pagamenti delle Asl della Regione Lazio: insieme alle altre realtà sanitarie del Lazio abbiamo transato 1,8-1,9 milioni di fatture con questa piattaforma che dal 1 luglio abbiamo aperto anche alla fatturazione elettronica verso la PA. Inoltre il nostro applicativo, un software per creare fatture e inviarle al Sistema di interscambio, è di tipo open source e disponibile online e tutte le altre pubbliche amministrazioni possono attingervi: in ottica open data e riuso, abbiamo messo la nostra esperienza a fattor comune e già sappiamo che sarà adottata da 4 Regioni (Toscana, Puglia, Campania, Trentino) e 2 Comuni (Roma e Venezia). Così la fatturazione elettronica dà una spinta al riordino dei processi interni, alla riduzione dei tempi dei pagamenti ma anche all’armonizzazione delle piattaforme regionali, se si riusano le stesse competenze. Per noi il caso della fatturazione è un successo e va studiato per capire come creare casi di successo simili che arrivino a modernizzare davvero il nostro Paese”.

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