Ferrari (Pico): "Cooperativismo delle piattaforme leva per l'Italia digitale" - CorCom

L'INTERVISTA

Ferrari (Pico): “Cooperativismo delle piattaforme leva per l’Italia digitale”

Il presidente della fondazione che riunisce i digital innovation hub di Legacoop, selezionati dal Mise per comporre la rete europea: “Promuoviamo un’idea di innovazione basata sul principio di open innovation, in grado di produrre effetti positivi per l’accessibilità e il benessere delle persone oltre che lo svilipppo delle Pmi”

05 Feb 2021

Conciliare trasformazione digitale del tessuto produttivo e benessere delle persone. E’ questo l’ambizioso obiettivo di Pico, la fondazione che riunisce i digital innovation hub di Legacoop, selezionati Mise per comporre la rete europea degli European Digital Innovation Hubs (Edihs).  Delle strategie di Pico ne parliamo con Giancarlo Ferrari, presidente della fondazione.

Ferrario, che ruolo possono giocare i nodi Pico nel processo di trasformazione digitale del Paese?

Un supporto concreto per la trasformazione digitale delle cooperative e delle Pmi. Riteniamo che il digitale e l’innovazione siano condizioni permanenti e intrinseche della competitività delle imprese, che devono essere in grado di sapersi continuamente reinterpretare per rimanere sui mercati e scoprirne di nuovi. Sappiamo anche che la gran parte, di piccolissime, piccole e medie dimensioni, spesso non ha né la cultura né le risorse necessarie per farlo, o pensa di non averle. Proprio per questo stiamo costruendo una rete di punti territoriali (i Nodi Pico) in tutte le regioni italiane, per dare alle nostre imprese l’opportunità di attivare percorsi di accompagnamento alla trasformazione digitale, attraverso l’offerta di servizi in forma gratuita, o a condizioni economiche favorevoli. Al momento siamo attivi in Sicilia, Lombardia, Liguria, Marche ed Emilia Romagna, e presto lo saremo in Abruzzo/Molise, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Umbria e Veneto. Ci auguriamo, entro il 2021, di aprire tutti i nostri Nodi.

Il mondo delle cooperative è fondato su valori di solidarietà e mutualismo che lo distingue da altri comparti produttivi. Questo come influenza la vostra vision del digitale e delle sfide ad esso connesse?

Come Digital Innovation Hub cooperativo ci distinguiamo dagli altri Dih proprio perché ci occupiamo anche di tradurre i valori cooperativi nella dimensione digitale, anzitutto promuovendo un’idea di innovazione che parta dal principio di open innovation e che produca effetti positivi per l’accessibilità e il benessere delle persone: un’innovazione che sia sostenibile, replicabile e disponibile per tutti, che tuteli l’ambiente e preservi il diritto al lavoro.

Che significa, in concreto, promuovere la trasformazione digitale cooperativa?

Significa formulare il nuovo concetto di “mutualità digitale”, ovvero tradurre il principio di mutualità – il patto tra i soci per decidere la vita dell’impresa cooperativa – attraverso modalità innovative. Ad esempio popolando il mondo digitale anche con la specie cooperativa, perché lo scambio e la gestione dei dati, attraverso le piattaforme digitali cooperative, garantiscono agli utenti il mantenimento della proprietà dei dati prodotti e utilizzati, e l’equa distribuzione del valore prodotto. La mutualità digitale, inoltre, potrà permettere a tutte le cooperative già esistenti di aggiungere questa ulteriore forma di scambio mutualistico per arricchire il proprio rapporto con i soci.

In questo senso, quali sono i progetti strategici messi in campo da Pico?

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Ci muoviamo su quattro direttrici principali: fertilizzazione culturale; ricerca, servizi per le imprese e supporto nel reperimento di risorse. Siamo consapevoli che prima di coinvolgere le cooperative in percorsi di trasformazione digitale è necessario far loro conoscere e comprendere approcci e tecnologie nuovi, attraverso seminari, webinar, interviste ad esperti, attività di informazione e la testimonianza di cooperative già innovative. Per le cooperative che si sentono pronte a scoprire nuove dimensioni imprenditoriali mettiamo a disposizione servizi gratuiti di assessment, per valutare il loro livello di maturità digitale riguardo processi decisionali e strategici; inoltre, le affianchiamo con consulenti ed esperti per approfondire insieme i risultati dell’assessment e selezionare le prioritarie aree di intervento. Grazie a partnership con realtà di eccellenza proponiamo anche servizi, a condizioni economiche favorevoli, per sviluppare piani di implementazione tecnologica e di formazione su strumenti, processi, piattaforme e soluzioni innovative. Come anticipato, intendiamo raggiungere più cooperative possibili, e per dare una possibilità anche alle imprese in maggiori difficoltà economiche abbiamo attivato un servizio di supporto per la ricerca di finanziamenti tramite bandi pubblici. Nel campo della ricerca, si è da poco insediato il Comitato Scientifico della Fondazione, composto da personalità di alto profilo, di esperienza multidisciplinare e provenienti dai principali Centri di ricerca, Atenei e Competence Center italiani. Il loro lavoro sarà quello di validare i prodotti offerti, di tradurre la peculiarità cooperativa in strumenti innovativi sostenibili, di costruire opportunità di trasferimento tecnologico da applicare a tutte le aree di business e di filiera, e di sviluppare forme cooperative di collaborazione e di rete di impresa.

In questi mesi ferve il dibattito sul Next Generation Eu. A suo avviso dove devono essere dirottate le risorse Ue per accelerare sulla ripresa Post Covid? E quale il ruolo delle coop?

Nel Next Eu viene posta molta attenzione alla digitalizzazione, la quale tuttavia di per sé non è sufficiente. Si parla da anni di digitalizzare la PA e il sistema produttivo italiano, ma spesso viene tradotto nella semplice acquisizione di nuove strumentazioni e tecnologie. Come Pico riteniamo invece che sia necessario agevolare e favorire soprattutto le Pmi nell’affrontare la sfida della sostenibilità digitale, attraverso incentivi al trasferimento tecnologico, ma anche alla formazione, alla competitività delle imprese e quindi allo stimolo continuo verso nuovi modelli imprenditoriali sostenibili e responsabili.

Che partita giocano le imprese cooperative?

Occorre in sostanza mutare e sviluppare una nuova cultura imprenditoriale, che guardi al digitale come strumento che permetta alle imprese di interpretare una finalità dell’agire economico che vada oltre il profitto, e che includa il rispetto delle persone, delle comunità e dell’ambiente per realizzare una produttività sostenibile. Va in questo senso anche la ricerca di una nuova relazione tra pubblico e privato, che dia priorità alle imprese più attente a simili tematiche; in questa partita un ruolo importante lo giocano certamente le cooperative, portatrici sane dei principi di responsabilità sociale.

Il cooperativismo delle piattaforme è un modello alternativo di sviluppo a quello delle big tech. Quale il suo valore aggiunto nella realizzazione dell’Italia digitale?

Attraverso sondaggi e ricerche di mercato abbiamo riscontrato che gli italiani – e non soltanto i soci di imprese cooperative – siano sempre più consapevoli dell’alto valore economico dei propri dati personali e preoccupati della loro cessione ai Big Tech; il vantaggio delle grandi società digitali deriva prevalentemente dal fatto che spesso non esistono sul mercato strumenti o servizi altrettanto validi. Promuovendo la crescita delle piattaforme digitali cooperative esistenti, e lo sviluppo di nuove, vogliamo garantire una pluralità di idee e forme di impresa sul mercato, oltre ad approcci culturali alternativi ai modelli egemoni e prettamente “estrattivi” della Silicon Valley. Le piattaforme cooperative offrono infatti la possibilità di esercitare i propri diritti in rete, poiché gli utenti ne diventano soci, mantenendo la proprietà dei dati e partecipando al valore generato. Anche attraverso l’attività di ricerca del nostro Comitato Scientifico miriamo ad individuare le diverse forme che possono assumere le piattaforme cooperative, oltre ai comparti produttivi e le filiere cui possono adattarsi; l’azione della Fondazione non si ferma quindi all’analisi, ma si traduce in strumenti concreti e trasferimento di conoscenze e tecnologie per le imprese e per il benessere delle persone. È questo il profilo e il senso che vogliamo dare all’ innovazione.

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