L'INTERVISTA

Fiber sensing, data center, 5G: “Open Fiber pilastro per la Smart Nation”

Non solo fibra, la wholesale company in campo con una serie di progetti per spingere la digital transformation dell’Italia. Il Direttore del mercato business, Mazzitelli: “Ci sono una serie di player che hanno bisogno della nostra infrastruttura per efficientare e migliorare le proprie attività”

Pubblicato il 14 Apr 2023

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“Quando si pensa all’infrastrutturazione del Paese, al progresso tecnologico e al digital divide, ci si immagina la fibra ottica che arriva a casa del cliente residenziale. Questa sicuramente è una parte fondamentale del nostro lavoro, ma la creazione di un’infrastruttura come quella che sta realizzando OF nel Paese non passa solo da lì”: Stefano Mazzitelli, Direttore del Mercato business di Open Fiber, spiega a CorCom come sta evolvendo la strategia a sostegno della digital transformation dell’Italia.

Mazzitelli non solo fibra dunque.

Siamo impegnati su una serie di progetti: dall’infrastrutturazione delle cabine elettriche per rendere possibile la smart grid e ridurre gli sprechi di energia al rilegamento dei data center o delle microcelle che fanno funzionare il 5G. Ci sono una serie di player del mercato business che hanno bisogno della nostra infrastruttura per efficientare e migliorare le proprie attività, dobbiamo puntare anche su di loro per allargare la platea dei nostri clienti e dei servizi che offriamo. Il nostro core business è creare un’infrastruttura ultraveloce capillarmente diffusa in tutto il Paese. Come operatore wholesale only dobbiamo portare la rete a banda ultralarga in tutta Italia coprendo aree urbane ed extraurbane, per consentire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi digitali di ultima generazione. Tuttavia, non ci vogliamo fermare qui. E siamo già attivi su diversi progetti.

Di quali progetti si tratta?

Stiamo stipulando, ad esempio, un accordo con un operatore straniero per costruire una direttrice fino in Germania. Poi c’è tutto il mondo dei data center edge, per cui ci sarà uno sviluppo esponenziale nel prossimo futuro. E, ancora, il grande tema del 5G che senza fibra non può supportare uno scambio di dati fluido e rapido.  Inoltre, attraverso il progetto Sensing net insieme con il Politecnico di Torino svilupperemo servizi fiber sensing per monitoraggio sismico e non solo. La nostra rete può anche servire per creare una control room intelligente in grado di ottimizzare la distribuzione e lo stoccaggio dell’energia elettrica come, ad esempio, stiamo sperimentando nell’ambito del progetto TeleSmeg grazie al quale sarà possibile integrare le tecnologie degli operatori telco e quelle degli operatori elettrici. Insomma, tutti tasselli per creare una vera Smart Nation della quale noi puntiamo ad essere una sorta di ‘sistema nervoso’.

Quanto conta la ricerca per spingere l’innovazione?

Open Fiber è entrata a far parte del programma Restart (Research and innovation on future telecommunications systems and networks, to make Italy more smart) divenendo uno dei principali player all’interno del più importante programma di ricerca e sviluppo mai partito in Italia nel settore telecomunicazioni. Questo ci sta già consentendo di collaborare con università e centri di ricerca ma anche con le altre aziende Tlc, un’ottima opportunità per dialogare insieme sulle tematiche di innovazione che caratterizzeranno il prossimo decennio. Tra i progetti principali ai quali stiamo partecipando, vale la pena di menzionare il progetto Rigoletto della Scuola Superiore Sant’Anna, focalizzato su comunicazioni ottiche e Quantum Key; il progetto Pesco coordinato dal Cnr e focalizzato su User-centric Pervasive Internet, architetture di Edge Computing; il progetto Net4Future con l’Università di Palermo, che mira a favorire un nuovo quadro regolatorio per incentivare l’innovazione.

Lo scenario sta cambiando, le Tlc sono in crisi, siete in difficoltà anche voi?

Nonostante i macro-trend di mercato siano in crescita, i ricavi degli operatori continuano a subire cali. Questo è un problema di sistema in particolar modo nel mercato italiano, dove la competizione è molto spinta, ma riguarda anche il resto d’Europa. In questo contesto Open Fiber è un player particolare, perché gioca la sua partita nel mercato wholesale only, cioè all’ingrosso. Infatti, l’azienda non vende direttamente al cliente finale i servizi in fibra ottica, ma offre l’accesso alla sua rete a tutti gli operatori interessati, a parità di condizioni. Ad oggi, Open Fiber è il primo operatore infrastrutturale italiano su reti di comunicazione elettronica integralmente in fibra ottica. Abbiamo coperto con la fibra fino a casa (Ftth) oltre 13 milioni di unità immobiliari mentre più del 65% dei clienti attivati in Italia su rete Ftth naviga sulla nostra infrastruttura. Un buon risultato ma dobbiamo fare ancora di più. Di certo, l’ingresso nel mercato di Open Fiber ha cambiato le regole del gioco ed è ormai evidente che la fibra è alla base delle tecnologie di oggi e di quelle future.

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