Fim Cisl traccia la mappa della crisi Ict: ecco le aziende colpite - CorCom

LAVORO

Fim Cisl traccia la mappa della crisi Ict: ecco le aziende colpite

In Lombardia la metà dei lavoratori del comparto. Fim Cisl lancia l’allarme e traccia la mappa dei licenziamenti e dei posti di lavoro a rischio. Da Italtel ad Alcatel-Lucent, da Nsn ad Agile, la lista è lunga

09 Gen 2014

Antonello Salerno

Parlare di Ict in Lombardia vuol dire fotografare circa la metà del comparto nazionale. E quindi le dinamiche del quadrilatero tra Milano, Brianza, Bergamo e Lecco sono rappresentative del momento che l’intero settore sta attraversando in Italia. Le principali aziende e multinazionali dell’Ict occupano complessivamente in Lombardia 12.228 persone , poco meno della metà del totale in tutto il Paese, che è di 26.773 lavoratori. E in questo momento i posti di lavoro a rischio, a causa della crisi e delle ristrutturazioni, sono 2.500, e riguardano principalmente Italtel, Alcatel, Nokia-Siemens, Agile, Jabil, Sem, Bames e Linkra. In alcune di queste aziende sono in corso processi di sospensione (Cigs, Cds, mobilità), per altre sono già stati dichiarati esuberi o rilocalizzazione di attività in altri Paesi, mentre per altre ancora sono in programma riassetti e ristrutturazioni a livello internazionale che avranno ricadute sul piano locale.

I dati sono stati elaborati dalla Fim Cisl regionale della Lombardia, che li ha presentati in un documento come contributo agli stati generali dell’Ict.

Nell’analisi del sindacato, che non manca di sottolineare anche le eccellenze industriale dell’Ict in Lombardia, come StMicroelectronics di Agrate, il distretto Green High Tech di Monza-Brianza di Vimercate, vengono fotografate tutte le situazioni di difficoltà.

– A partire dalla vertenza Agile, a Pregana milanese, con 209 dipendenti: l’azienda è in Amministrazione straordinaria e cessazione di attività, con la Cigs terminata a dicembre. E’ stato raggiunto un accordo al ministero del lavoro per l’accesso alla cassa integrazione in deroga fino al 30 giugno 2014 per 813 lavoratori a livello nazionale.

– Sullo stabilimento Alcatel-Lucent di Vimercate, che conta su 1.200 dipendenti, pesa l’annuncio della multinazionale di 586 esuberi in tutta Italia, di cui circa 400 riguarderebbero lo stabilimento lombardo. Sul caso è in corso un confronto tra parti sociali e azienda al Mise, con una riunione in programma nei prossimi giorni.

– Nel caso di Bames, ex Celestica, a Vimercate, con 390 dipendenti, il tribunale di Monza ha respinto la richiesta di ammissione al concordato preventivo e ha dichiarato il fallimento della società. La procedura sarà utile per verificare, durante il periodo di Cassa integrazione, le possibili manifestazioni di interesse per il subentro di nuovi imprenditori.

– Alla Italtel di Castelletto di Settimo milanese, con 1.200 dipendenti, di cui 900 in solidarietà, 140 sospesi in Cigs e 150 usciti in mobilità, l’azienda è impegnata attualmente nella ristrutturazione del debito.

– Per la Jabil di Cassina De’ Pecchi, con i suoi circa 50 dipendenti, l’attività è cessata da due anni, e la situazione è ferma in attesa del subentro di un nuovo imprenditore.

– Alla Micron Semiconductor di Agrate l’azienda multinazionale ha annunciato che ci saranno esuberi anche tra i 1.100 dipendenti italiani

– Nel caso di Nokia Solutions Networks (già Nokia Siemens) di Cassina De’ Pecchi (480 dipendenti), la procedura di mobilità per 226 lavoratori è scaduta senza alcun accordo il 31 ottobre. Poi un accordo in extremis che prevede uscite volontarie incentivate e l’accesso ad ammortizzatori sociali fino al 30 giugno 2014.

– Sulla Sem di Vimercate, con 160 dipendenti, pende il fallimento dichiarato dal Tribunale di Monza, e rimane da verificare se sarà possibile mantenere la continuità produttiva grazie al subentro di un nuovo imprenditore.

– Riguardo alla Sirti di Milano, con 834 dipendenti in Lombardia e 3.859 in Italia, è in corso il contratto di solidarietà per circa 200 lavoraotri, che scadrà ad aprile 2014, e la cassa integrazione in deroga.

– Infine nel caso della Valtellina di Gorle Bergamo, con 380 dipendenti a Bergamo e mille in tutta Italia, l’azienda sta chiedendo una significativa riduzione dei salari.