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LA RICERCA

Finanza e innovazione: sfida all’ultimo cliente tra banche e fintech

I dati del “World FinTech Report 2017” di Capgemini e LikdedIn: operatori tradizionali e nuove aziende del settore finanziario rincorrono le soluzioni abilitate dalle nuove tecnologie, per rispondere alle crescenti aspettative dei clienti. Ma la fiducia dei correntisti è ancora tutta da conquistare

02 Nov 2016

A.S.

I clienti delle banche nel mondo hanno fame di innovazione. A dimostrarlo c’è il fatto che un cliente bancario su due utilizza prodotti o servizi di almeno una FinTech, cioè le nuove società specializzate in servizi finanziari con meno di cinque anni di vita e con una base di clienti relativamente piccola ma in crescita. E’ quanto emerge dal primo World FinTech Report (Wftr) realizzato da Capgemini e LinkedIn in collaborazione con Efma. La prima edizione di questo studio, spiega Capgemini in una nota, quantifica e traccia la risposta dei clienti all’ascesa delle FinTech, riportando i punti di vista degli executive di operatori finanziari sia tradizionali che FinTech e riepilogando i fattori che rendono essenziale l’innovazione nello scenario emergente di questo mercato.

Le FinTech, scondo lo studio, stanno guadagnando presenza e impulso presso i clienti più giovani, agiati e pratici di tecnologia. La diffusione è maggiore nei mercati emergenti, con oltre il 75% di clienti in Cina e India che afferma di avvalersi di servizi erogati da operatori FinTech. Inoltre le FinTech hanno compiuto i più grandi passi avanti nella gestione degli investimenti, dove il 17,4% dei clienti si avvale esclusivamente di esse e un altro 27,4% vi ricorre in aggiunta ai provider tradizionali. Con così tante società FinTech specializzate in servizi di nicchia, lo studio Wftr ha evidenziato anche che molti dei loro clienti (46,2%) utilizzano i servizi di più di tre di esse.

I livelli di fiducia complessivi dei clienti nei confronti delle FinTech, però, rimangono bassi: il 23,6% dei clienti afferma di fidarsi del proprio provider FinTech rispetto al 36,6% degli operatori tradizionali, mentre i clienti hanno fatto notare come gli istituti finanziari tradizionali detengano ancora un certo vantaggio su quelli FinTech quando si tratta di protezione dalle frodi, qualità del servizio e trasparenza.

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“Le crescenti aspettative dei clienti a favore di esperienze digitali maggiormente personalizzate e avanzate, progressi tecnologici, superiore accesso al venture capital e minori barriere di ingresso hanno creato un terreno fertile per la crescita delle FinTech – afferma Penry Price, vice president marketing solutions di LinkedIn – Le FinTech stanno acquistando impulso di mercato soprattutto rispondendo a necessità che gli operatori tradizionali devono ancora affrontare, ma molte di esse non possiedono la trasparenza richiesta per guadagnare la fiducia dei consumatori e capitalizzare queste opportunità”.

“Gli executive operanti nei servizi finanziari considerano le FinTech sotto una luce completamente nuova trovandovi maggiori opportunità di collaborazione, ma stanno anche compiendo significativi passi avanti per creare funzionalità FinTech più agili al loro stesso interno – aggiunge Monia Ferrari, head of banking sector di Capgemini Italia – Ma con l’eccezione di pochi leader di settore, la maggior parte delle società sta faticando per raggiungere risultati positivi dalle proprie iniziative di innovazione: solo il 10% degli executive afferma di aver raggiunto con grande efficacia i risultati desiderati in termini di innovazione”.

Dai dati del report emerge anche che le società tradizionali stanno investendo attivamente nelle tecnologie emergenti per migliorare operations e customer experience: “Tutti gli operatori, sia quelli FinTech che quelli tradizionali, hanno ancora del lavoro da fare per riuscire a garantire una customer experience migliore – conclude Vincent Bastid, segretario generale di Efma – L’arrivo delle FinTech ha accelerato il miglioramento delle customer experience complessive nel settore ma non ancora al livello che i clienti si aspettano. È solo questione di tempo prima che le realtà BigTech e gli operatori di e-commerce e telecomunicazioni decidano di approfittare anch’essi di questa rivoluzione del settore”.

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