LO STUDIO

Fintech, in Italia un investitore su sei punta sulle criptovalute. Ethereum in pole

Analisi sulla platea di chi punta sulle valute digitali condotta dal trader Xtb su 120.000 utenti in 13 Paesi. Siamo sotto la media globale ma con una delle quote più alte di donne operative

21 Feb 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Cresce la propensione degli investitori globali a puntare sulle criptovalute. La più nota è Bitcoin ma la più usata per le operazioni di investimento è Ethereum; la terza è Ripple. Il profilo tipo è di un investitore giovane che fa trading da mobile; la maggioranza è rappresenta da uomini ma l’Italia ha una delle quote di donne più alte. Sono alcuni dei dati che emergono dall’analisi condotta da Xtb, player globale degli investimenti finanziari online, su una base di 120mila suoi utenti attivi in 13 Paesi tra cui l’Italia.

Quasi un terzo degli investitori Xtb attivi nel 2021 ha effettuato almeno un’operazione cripto. Questa percentuale è più alta nella Repubblica Ceca (41,2%), in Spagna (37,7%), Portogallo (36,3%) e Germania (28,7%), mentre l’Italia si attesta al 15,2%.

Identikit del cripto-investitore

In media l’investitore in criptovalute ha 34 anni, fa 5 transazioni Cfd(contract for difference o contratto per differenza) cripto l’anno, per il trading usa l’app mobile, con una durata media di contratto pari a 3 giorni e 21 ore, e nella stragrande maggioranza dei casi è uomo. Le più grandi percentuali in Europa di investitori donna si registrano in Italia (7,3%), Portogallo (10%) e Romania (12%).

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Il tempo e la facilità d’uso sono i fattori essenziali nel trading delle criptovalute disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7: ecco perché stanno crescendo in popolarità le applicazioni mobile, le più utilizzate dagli investitori Xtb (67,2%).

Ci sono 8000 diverse criptovalute sul mercato. Le più popolari sono Bitcoin, Ethereum e Ripple, ma l’investitore cripto di Xtb fra tutte preferisce Ethereum.

Xtb, risultati preliminari 2021

Nel 2021 Xtb ha segnato un anno record per la base clienti a cui si sono aggiunti più di 189.000 nuovi ingressi per un totale di 429.000 utenze. Cresciuti anche i volumi di negoziazione sui Cfd, che da 3,2 milioni nel 2020 hanno raggiunto i 4,1 milioni di lotti (+ 29,3% anno su anno). Il valore dei depositi è salito da 425 milioni di euro nel 2020 a quota 637,8 milioni nel 2021 (+49,6%).

La società, che ha appena presentato i risultati preliminari del 2021, ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 52 milioni di euro, ricavi consolidati per 136,7 milioni di euro e costi operativi pari a 76,2 milioni di euro. In particolare, per quanto riguarda i ricavi per classi di strumenti, i Cfd su materie prime si sono classificati best performer nel 2021 con una quota che ha raggiunto il 49,3% rispetto al 33,0% dell’anno precedente. La seconda asset class più redditizia per XtbB è stata rappresentata dai Cfd indicizzati la cui quota nel 2021 ha raggiunto il 32,8%.

Xtc sottolinea che i Cfd sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria.

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