IL PACCHETTO UE

Fintech, ecco le nuove regole: criptovalute solo se autorizzate

Bruxelles adotta il “Digital finance package”: banche e società hi-tech dovranno competere con le stesse regole. Prima regulation per la moneta digitale, giro di vite sulle stablecoin come Libra. Via libera alle sperimentazioni blockchain

24 Set 2020

Patrizia Licata

giornalista

La Commissione europea ha adottato il nuovo Digital finance package, un pacchetto di misure per regolare il mercato del fintech che include le strategie sulla finanza digitale e sui pagamenti retail e proposte sulle criptovalute e la resilienza digitale. Secondo Bruxelles, aumenterà la competitività e l’innovazione dell’Europa nel settore finanziario (anche con la promozione delle startup) garantendo opportunità e scelta ma anche sicurezza per i consumatori e protezione della stabilità finanziaria degli Stati.

La strategia per la finanza digitale traccia il percorso verso uno spazio europeo dei dati finanziari. L’obiettivo è rendere i servizi finanziari europei più digital-friendly, ma anche di creare un level-playing field tra concorrenti, siano essi banche tradizionali o società tecnologiche: “Stessa attività, stessi rischi, stesse regole”, si legge nella nota della Commissione europea. Nei pagamenti retail Bruxelles delinea un sistema di pagamenti al dettaglio completamente integrato nell’Ue.

Ma è sulle criptovalute che arrivano le novità più significative: per la prima Bruxelles introduce un regolamento che consentirà agli operatori autorizzati in uno Stato Ue di fornire i propri servizi in tutta l’Unione (“passaporting”), ma con requisiti e “misure di salvaguardia” per gli investitori che saranno particolarmente severi per le stablecoin globali. Non ne viene fatto il nome, ma il riferimento a Libra di Facebook è chiaro.

Anche sulla resilienza digitale del settore finance la Commissione europea tiene conto del nuovo ruolo assunto dalle Big tech con le loro infrastrutture cloud e i loro servizi finanziari, prevedendo, tra l’altro, maggiore supervisione sui fornitori tecnologici.

Il nuovo regolamento sulle criptovalute

La Commissione europea ha proposto oggi per la prima volta una legislazione sulle valute digitali, ovvero il “Regolamento sui mercati delle criptovalute” (MiCA). Stimolerà l’innovazione preservando la stabilità finanziaria e proteggendo gli investitori dai rischi, afferma Bruxelles. Ciò fornirà chiarezza giuridica e certezza per gli emittenti e i fornitori di criptovalute.

Le nuove norme consentiranno agli operatori autorizzati in uno Stato membro di fornire i propri servizi in tutta l’Ue (“passaporting”). Le misure di salvaguardia includono requisiti patrimoniali, custodia dei beni, una procedura obbligatoria per i reclami a disposizione degli investitori e diritti dell’investitore nei confronti dell’emittente. Gli emittenti di cripto-asset significativi garantiti da asset (i cosiddetti “stablecoin” globali) sarebbero soggetti a requisiti più rigorosi (ad esempio in termini di capitale, diritti degli investitori e supervisione).

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La Commissione ha anche proposto un regime pilota per le infrastrutture di mercato che desiderano provare a fare traing e settling delle transazioni con strumenti finanziari nella forma di cripto-asset. Viene adottato un approccio “sandbox” – o ambiente controllato – che consente deroghe temporanee alle norme esistenti in modo che le autorità di regolamentazione possano acquisire esperienza sull’uso della tecnologia blockchain nelle infrastrutture di mercato, garantendo al contempo che possano affrontare i rischi per protezione degli investitori, integrità del mercato e stabilità finanziaria.

Le nuove regole obbligheranno gli operatori ad ottenere autorizzazioni dalle autorità di uno Stato membro per poter fornire i propri servizi in tutta la Ue, e fissano una serie di “salvaguardie” come requisiti di capitale, custodia degli asset, supervisione, una procedura di reclamo per gli investitori e fissa i loro diritti verso chi li emette. Più stringenti i requisiti per chi emette quantità significative di “stablecoin”.

Startup e data sharing al centro della finanza digitale

La strategia per la finanza digitale ridurrà anche la frammentazione nel mercato unico digitale in modo che i consumatori possano avere accesso ai prodotti finanziari degli altri Paesi Ue e che le startup fintech possano espandersi e crescere. Garantirà che le norme sui servizi finanziari dell’Ue siano adatte all’era digitale, per applicazioni come l’intelligenza artificiale e la blockchain. Il pacchetto include una strategia dei dati basata sul favorire il data sharing e l’open finance, pur rispettando gli standard elevati dell’Ue in materia di privacy e protezione dei dati.

Sistema pan-europeo per i pagamenti retail

La strategia sui pagamenti retial mira a offrire servizi di pagamento sicuri, veloci e affidabili ai cittadini e alle imprese europee. Renderà più facile per i consumatori pagare nei negozi ed effettuare transazioni di e-commerce in modo sicuro e conveniente. Mira a realizzare un sistema di pagamenti al dettaglio completamente integrato nell’Ue, comprese soluzioni di pagamento transfrontaliero istantaneo. Ciò faciliterà i pagamenti in euro tra l’Ue e altre giurisdizioni. Promuoverà l’emergere di soluzioni di pagamento nazionali e paneuropee.

Cybersicurezza, più controllo sui fornitori cloud

C’è infine il capotolo della cybersicurezza delle infrastrutture e transazioni finanziarie. Le società tecnologiche stanno diventando sempre più importanti nel settore della finanza, sia come fornitori di It per le società finanziarie, sia come fornitori di servizi finanziari stessi. Il “Digital operational resilience act” (Dora) proposto dalla Commissione europea mira a garantire che tutti i partecipanti al sistema finanziario dispongano delle necessarie salvaguardie per mitigare gli attacchi informatici e altri rischi.

La legislazione proposta richiederà a tutte le aziende di garantire di poter resistere a tutti i tipi di interruzioni e minacce legate all’Ict. La proposta odierna introduce anche un quadro di supervisione per i fornitori Ict, come quelli dei servizi di cloud computing.

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