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LA RICERCA

Fisco ed economia digitale, ecco il vademecum per i commercialisti

Pubblicato dalla Fondazione nazionale di categoria il primo lavoro del gruppo di studio sulla fiscalità internazionale. Partendo dal panorama italiano per arrivare alle politiche Ue e a un approfondimento dedicato alle cryptovalute

28 Mag 2018

A. S.

Aiutare i commercialisti italiani a muoversi nello scenario fiscale nazionale e internazionale in tutti i campi “rivoluzionati” dall’economia digitale. E’ lo scopo dello studio appena pubblicato dalla Fondazione nazionale commercialisti (disponibile sul sito  www.fondazionenazionalecommercialisti.it), “La fiscalità nell’economia digitale. Problematiche e scenari possibili”, frutto del gruppo di lavoro “Fiscalità internazionale”.

Si tratta di un vademecun rivolto a tutti i professionisti del comparto, “con riferimento – si legge in una nota – alla tassazione di operazioni che presentano quei particolari connotati di innovazione che non si esauriscono col mero trasferimento in un contesto telematico delle operazioni tradizionali”.

L’economia digitale – spiega la fondazione in una nota – sta trasformando repentinamente il modo di svolgere l’attività d’impresa, rimodellando secondo schemi del tutto nuovi le tradizionali “catene del valore”. Un fenomeno che ha facilitato la capacità delle imprese e dei consumatori di acquisire una vasta gamma di servizi e beni da fornitori di Paesi di tutto il mondo e, al tempo stesso, ha permesso di strutturare le loro operazioni in maniera globale ed innovativa.

Una “rivoluzione” che però sta facendo sentire i suoi effetti con una serie di conseguenza in diversi settori, compreso quello fiscale: “Lo sviluppo di tale nuova economia ha messo in discussione il tradizionale assetto del sistema fiscale internazionale che ha come principale obiettivo una tassazione equa per tutti gli operatori sul mercato e l’eliminazione delle distorsioni fiscali nella tassazione degli investimenti internazionali”.

Due le sfide evidenziate dalla fondazione in questo scenario: quella di “inseguire” il modo in cui gli equilibri del mercato stanno mutando, definendo un approccio alla tassazione che riesca a essere non solo equo ma idoneo a riflettere la natura delle nuove operazioni e i flussi di reddito e ricchezza. E poi quella di regolamentare questo schema su scala internazionale, accettando di trasferire ad una sede internazionale, non solo europea, la definizione di schemi di tassazione.

Il documento, dopo una introduzione sui modelli tradizionali di imposizione e la loro crisi nel mondo digitale, spiega la fondazione, affronta il quadro delle disposizioni e dei regolamenti internazionali riguardanti la tassazione dell’economia digitale oltre agli interventi della UE in materia. Con uno sazio ad hoc dedicato alla normativa italiana e all’imposta sulle transazioni digitali, e un approfondimento riservato al mondo delle cryptovalute.

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