LO STUDIO

Fmi: “Monete virtuali aumentano l’inclusione finanziaria”

Secondo uno studio presentato all’Economic Forum di Davos le tecnologie possono far crescere il sistema: “Servono strumenti regolatori anti-riciclaggio ma che non soffochino l’innovazione”

Pubblicato il 20 Gen 2016

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“Le monete virtuali e in particolare le loro tecnologie sono un potenziale avanzamento per il settore finanziario che possono aumentare l’efficienza e l’inclusione finanziarie, ma possono essere un veicolo di riciclaggio di denaro, finanziamento al terrorismo ed evasione fiscale”. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale in un rapporto pubblicato oggi dal titolo “Virtual Currencies and Beyond: Initial Considerations” e presentato al World Economic Forum a Davos in Svizzera. Secondo l’istituto di Washington uno dei punti fondamentali è quello di riuscire a dare una serie di strumenti regolatori che evitino i rischi, ma allo stesso tempo non soffochino l’innovazione. Per fare questo, continua l’Fmi, “serve una importante cooperazione internazionale”.

Nel rapporto si cerca di dare una visione ampia delle monete virtuali e del modo in cui possono essere usate. Un punto di conclusione interessante sostiene che proprio queste valute possono essere un elemento fondamentale per migliorare la inclusione finanziaria, per esempio “nelle rimesse (degli immigrati, ndr) dove i costi delle transazioni possono essere molto alti, intorno all’8%”, si legge nel documento.

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