Fondazione Bordoni, dipendenti all'attacco: "Dimettetevi" - CorCom

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Fondazione Bordoni, dipendenti all’attacco: “Dimettetevi”

Una lettera firmata Rsu chiede ai vertici di lasciare l’incarico non appena sarà approvato il bilancio consuntivo 2016. “Chiediamo un atto di responsabilità” del board guidato da Alessandro Luciano. Per il 2017 prevista chiusura di esercizio a meno 963mila euro

13 Giu 2017

Dimissioni in blocco del cda. Le chiedono i lavoratori della Fondazione Bordoni ai propri vertici in una dura lettera di denuncia della situazione dell’ente di ricerca. Date le preoccupazioni “per l’andamento economico/patrimoniale dell’Ente, per il continuo peggioramento della qualità dei lavori attribuiti, per l’esclusione della Fondazione da importanti tavoli tecnici, scientifici ed istituzionali” la Rsu si vede costretta, si legge nella lettera indirizzata ai consiglieri di amministrazione e ai revisori dei conti, “a chiedere, non appena approvato il bilancio consuntivo 2016, di rassegnare le dimissioni al fine di rendere inevitabile un intervento da parte dell’Organo Vigilante”.

La lettera, indirizzata per conoscenza anche al sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli e alla Dg Vigilanza degli enti del ministero dello Sviluppo, fa appello “al senso di responsabilità” del board “per il bene dell’Ente e dei dipendenti”. Nel cda, oltre al presidente Alessandro Luciano (anche dg) siedono Paolo Mazzanti, Enzo Pontarollo, Ruben Razzante, Gian Michele Roberti, Maria Luisa Sangiorgio. I revisori sono Edoardo Ginevrra, Michele Borelli, Paolo Osti.

I bilanci consuntivi degli ultimi anni sono caratterizzati da una considerevole diminuzione del patrimonio dell’ente e quello preventivo 2017, oltre a utilizzare ulteriori fondi patrimoniali, prevede una chiusura di esercizio con un negativo di euro 962.833. “La sofferenza dell’ente è soprattutto determinata dal perdurare dall’assenza di una missione e di un ruolo nell’ambito delle politiche governative ICT condivisi con i referenti istituzionali” scrivono le Rsu. E considerando che il board sta operando in regime di prorogatio dal 2012 e “l’assenza di risposte da parte degli Enti interlocutori alle richieste di chiarimento a sul futuro della FUB e che l’Organo di Vigilanza dell’Ente non sembra orientato a procedere al rinnovo del CdA” la conclusione è: dimissioni.