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Formazione digitale, Ibm entra nel progetto AbcDigital

16 Mar 2015

Ibm Italia aderisce al progetto AbcDigital, promosso da Assolombarda come parte del più ampio piano “Far volare Milano”, e mette così a disposizione della comunità lombarda il proprio know-how tecnologico e manageriale che già caratterizza le iniziative di formazione in corso in tutta Italia, a fianco di Università e Istituti secondari. “Lo sviluppo del nostro tessuto sociale ed economico – dichiara Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia – conta sempre più sulla diffusione capillare di una vera e propria cultura digitale e di nuove capacità, dal cui radicamento dipenderà soprattutto il futuro dei nostri giovani.

Iniziative come quella di Assolombarda e, più in generale, il disegno di riforma della Scuola promossa dal Governo – conclude Ciniero – sono segnali incoraggianti anche per quanti, come noi, operano a fianco di studenti e giovani imprenditori per assicurare loro l’accesso alle opportunità che lo scenario internazionale mette a disposizione”. Ibm sviluppa collaborazioni ad ampio raggio con il mondo accademico proprio per sostenere un circuito virtuoso capace di ampliare l’insieme delle nuove competenze di cui il Paese ha bisogno.

Ne sono esempi il Centro per l’Innovazione nell’area dei Big Data e Business Analytics promosso con il Politecnico di Milano per formare Data Scientist, Chief Data Officer e Data Architect oppure l’iniziativa ‘Bluemix Education’, in corso in tutta Italia, per sostenere lo sviluppo applicativo attraverso un ecosistema aperto, basato sul cloud, che affranca docenti e studenti dalla necessità di disporre di infrastrutture o di installare nuovo software. Con la Bocconi e la sua School of Management il rapporto è stretto e proficuo da 25 anni. Le iniziative sono in ambito manageriale con la Mis Academy per le figure dell’Ict e, dal lato della ricerca, con attività sull’innovazione nell’area Finance che guarda alla figura del CFO e quella sullo stato della digitalizzazione delle imprese.

Nel contempo, l’azienda lavora con il polo dell’EIC-Trento RISE, la Fondazione Bruno Kessler e il CNR sulla frontiera della tecnologie semantiche e delle applicazioni industriali, facendo leva sul potenziale dei sistemi cognitivi oggi incarnati da Ibm Watson. Dai giovani sui banchi di scuola a quelli che si affacciano nel mondo del lavoro con l’intenzione di fare azienda il passo è breve. Per le nuove imprese c’è il programma “IBM Global Entrepreneur” che riconosce e promuove chi ha idee e voglia di crescere attraverso servizi di mentoring, possibilità di partnership diretta, networking con esperti del settore e contatti con società di venture capital.

Lo SmartCamp italiano di Ibm identifica annualmente la startup meritevole di prendere parte ai contest europeo e americano. Finora, su scala globale, le start up premiate hanno generato più di 95 milioni di dollari di finanziamenti da venture capitalist e angel investor. Non pochi si sono già presentati sul mercato con innovazioni per l’assistenza sanitaria, la gestione idrica, la cyber-sicurezza e l’efficienza delle risorse energetiche, contribuendo così ad arricchire il tessuto nazionale di concreta innovazione.

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