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TV-5G

Frequenze, accordo Ue sulle 700 Mhz: switch al 5G nel 2020

L’intesa tra Parlamento, Consiglio e Commissione conferma i tempi previsti dal testo uscito dalla Commissione Industria dell’Europarlamento: slittamento massimo al 2022, accordi transfrontalieri entro fine 2017 e roadmap dettagliata entro il 2018

15 Dic 2016

Andrea Frollà

È stata siglata l’intesa tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sullo switch delle frequenze della banda 700 Mhz dalla tv digitale terrestre al 5G. L’operazione dovrà avvenire al più tardi entro fine giugno 2020, ma resta confermata la possibilità di slittare al 30 giugno 2022, come chiedeva l’Italia, in caso di “ragioni debitamente giustificate”. Viene confermata la tempistica già prevista dal testo approvato dalla Commissione industria del Parlamento europeo, frutto dell’opera di mediazione della vicepresidente della stessa Commissione Patrizia Toia.

Gli Stati membri dovranno inoltre adottare e rendere pubblici i loro piani nazionali per la liberazione della banda ad alta frequenza entro il 30 giugno 2018, mentre dovranno concludere gli accordi di coordinamento transfrontaliero entro la fine del 2017. “Dobbiamo fare progressi rapidamente” sulle iniziative per realizzare il mercato unico digitale, “abbiamo siglato un primo accordo oggi, dobbiamo raggiungerne molti altri il prima possibile”, ha auspicato il vicepresidente della Commissione Ue al mercato unico digitale Andrus Ansip.

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L’accordo raggiunto dalle tre istituzioni dovrà ora essere formalizzato da Consiglio e Parlamento Ue. Intanto la Commissione Ue, dopo il voto sofferto ma positivo dei 28, ha formalmente adottato le norme che regolano la fine dei sovraccosti del roaming per tutti, evitando gli abusi e vietando il roaming permanente. È stata così rispettata la scadenza del 15 dicembre che era stata fissata per avere in piedi il regolamento necessario agli operatori per prepararsi alla transizione verso il nuovo sistema, per cui si applicheranno senza costi extra le tariffe nazionali a chiamate, sms e traffico dati quando si è all’estero.