Frost&Sullivan: nella sicurezza informatica c'è bisogno di più donne - CorCom

LO STUDIO

Frost&Sullivan: nella sicurezza informatica c’è bisogno di più donne

Appartiene al gentil sesso solo l’11% della forza lavoro impiegata nel comparto. Eppure, secondo la società di analisi, l’approccio alla security riesce meglio alle donne

07 Nov 2013

Patrizia Licata

L’Information security ha bisogno di donne. Le aziende di tutto il mondo investono grandi somme di denaro in software, attrezzature e risorse per combattere le minacce informatiche, eppure i pirati e i codici maligni sembrano sempre un passo avanti. Il motivo? Secondo lo studio “Agents of change: Women in the Information security profession” redatto dall’International information systems security certification consortium con la società di consulenza Frost&Sullivan, i dipartimenti di Information security delle aziende sono composti da persone con competenze troppo omogenee: in poche parole, sono nella grande maggioranza formati da uomini, che hanno quindi approcci simili alla sicurezza informatica. L’apporto delle donne e delle loro idee sarebbe fondamentale.

A questo elemento si uniscono la scarsa attenzione che, secondo questo studio, i team di security delle aziende pongono agli specifici obiettivii di business della loro organizzazione e l’incapacità di comunicare efficacemente con gli altri dipartimenti.

Ma l’apporto delle donne resta la chiave: oggi rappresentanno solo l’11% delle persone impiegate nel settore della Information security. “Nonostante le donne rappresentino ormai quasi la metà della forza lavoro – nel 2012 sono il 46,9% del totale degli occupati negli Stati Uniti e addirittura il 51,5% delle posizioni manageriali e professionali – nell’Information security sono scarsamente rappresentate”, si legge nello studio.

Perché modificare questa situazione è necessario? Secondo gli analisti, per un’efficace implementazione della sicurezza informatica occorrono capacità e competenze che oggi non vengono prese nella dovuta considerazione dalle aziende. “Benché le competenze tecniche siano necessarie per sviluppare la sicurezza in un’azienda, vanno complementate con altre capacità e approcci perché le questioni di security si leghino in modo fruttuoso alle decisioni di business”, afferma lo studio.

Donne qualificate possono portare le abilità richieste; in particolare, le donne possiedono e danno valore a un ventaglio più ampio e variegato di competenze, mentre gli uomini sono più concentrati sulle competenze prettamente tecniche.

Nel sondaggio condotto da Frost&Sullivan, in cui è stato chiesto quali sono le competenze necessarie per lavorare nell’Information security, le donne hanno dato la preminenza alle capacità di comunicazione, seguite dalla visione della security a tutto campo, dall’approfondita conoscenza di tutte le minacce più recenti, e poi dalle competenze strettamente tecniche, dalla conoscenza delle delle normative e dalle capacità di leadership.

Anche gli uomini hanno risposto in questo ordine, ma con percentuali più spostate verso le competenze tecniche. “La nostra interpretazione è che la competenza tecnica non è meno importante”, commenta Michael Suby, autore del report e Vice president of Research di Frost&Sullivan; “invece questi risultati mostrano che altre competenze crescono di importanza, ma tra le donne il trend è più marcato”.

“La sicurezza riguarda sempre meno la tecnologia e sempre più le persone: si tratta di capire i comportamenti e proteggere gli utenti mentre lavorano”, aggiunge Julie Peeler, direttore dell‘International information systems security certification consortium. “Il nostro studio dimostra che le donne tendono a valutare di più capacità come la comunicazione e la formazione, proprio quelle che oggi sono più carenti”.

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